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Itoiz Same Elkar - 1978 |
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Per chi è affamato di prog o ha semplicemente voglia di esplorare territori inediti, addentrandosi all'interno di scene musicali meno conosciute e battute di quelle classiche, ecco un nome che sicuramente stuzzicherà il vostro palato: Itoiz. Trattasi di ensemble iberica, dalla line up ampia e articolata, autrice a cavallo tra gli anni settanta e ottanta di tre lavori di grande interesse e suggestione sonora: l'omonimo "Itoiz" del 1978, "Ezekiel" del 1980 e "Alkolea" del 1981. Tra i tratti distintivi del gruppo spicca senza dubbio il cantato in lingua basca. Chi ha un po' di familiarità con questo idioma sa infatti come la lingua basca si avvicini molto di più al portoghese o all'arabo che allo spagnolo, e come questa sua caratteristica riesca a conferire alle melodie una fragranza etnica e speziata che può rivelarsi decisamente intrigante. In questo primo omonimo episodio, datato 1978, il gruppo si schiera con una formazione a cinque, in cui il flautista Joseba Erkiaga si pone, insieme alle tastiere ultrasinfoniche di Antton Fernández, come ideale pivot e principale terminale sonoro. Se nella iniziale "Goizeko Deiadar" si respira un aria un po' Yes, grazie anche alla chitarra in perfetto stile Howe di Juan Carlos Pérez, le seguenti "Zati Txiki Bat La M'En", "Lau Teilatu" e le commosse "Hilzori I e II" svelano il cuore acustico della band, mostrando la strada da seguire negli episodi futuri. (Paolo Carnelli) |
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