Luciano Costarella

 
Premessa:  
Aderisco con piacere a questa lodevole iniziativa che consente di delineare le proprie preferenze musicali rapportandole, al contempo, ai gusti di altri appassionati del settore. Ho approntato a questo scopo una lista di artisti e di incisioni che, dal mio personalissimo punto di vista, hanno forgiato e delineato la mia conoscenza di questo variegato panorama nel corso di tre decadi: la prima abbraccia il periodo 1970-1979, la seconda gli anni 1980-1989 e la terza 1990-1999 che traghetta il progressive verso il terzo millennio. Sempre per quanto mi concerne non citeṛ volutamente le opere che mi hanno "iniziato" a questo genere di musica (lascio a tutti il compito di individuarle), ma indicheṛ piuttosto colore che, in funzione della mia preparazione di "base", hanno saputo trasmettermi nuova linfa vitale, indicandomi nel corso degli anni nuove strade da percorrere e contribuendo in modo significativo al conseguimento della "maturità" (musicalmente parlando). Ho cercato di contenere al massimo il numero di album presenti in elenco: mi riservo di rivederlo alla luce di quanto pubblicato dai compagni d'avventura.  
   
1970-79  
APHRODITE'S CHILD - "666" 1971 VERTIGO
Leggendario doppio album ispirato all'ultimo libro della Sacra Bibbia
(Apocalisse di Giovanni). Un classico esempio di concept in cui
progressive, psichedelica, rock e folk si fondono alla perfezione. Vangelis,
Roussos, Sideras al top della forma.

SANDROSE - "Sandrose" 1973 POLYDOR
Uno dei primi e più fulgidi esempi di progressive-rock sinfonico che i
cugini d'oltralpe hanno sfornato. Jean-Pierre Alarcen e la sua band
confezionano un album perfetto in ogni singola sfaccettatura, in possesso
dei requisiti per entrare, di diritto, nella top ten di tutti i tempi.

KEBNEKAISE - "Kebnekaise" (II) 1973 SILENCE
Forse uno dei più belli, quanto misconosciuti, album di progressive
folk. Le cinque lunghe tracce incise dalla formazione capitanata da Kenny
Hakansson incorporano atmosfere che spaziano dalla psichedelica alle
tradizioni scandinave, dal krautrock a contaminazioni di origine
africana.

PULSAR - "Halloween" 1977 CBS
Altro capolavoro da possedere assolutamente. Forse il disco di
progressive sinfonico per antonomasia, strutturato in due lunghe parti che
occupano praticamente le intere facciate dell'album, caratterizzate da
perfetti interventi di mellotron, chitarre acustiche e classiche, splendide
parti vocali.

NATIONAL HEALTH - "Of queues and cures" 1978 CHARLY
Per chi, come il sottoscritto, è cresciuto all'ombra delle verdi fronde
del "Canterbury sound", questo disco ha rappresentato la quintessenza
di questo particolare movimento musicale. Stewart, Miller, Pyle e
Greaves scrivono partiture di una bellezza indescrivibile. Un must,
considerando la parabola discendente in cui versava tutto il movimento
progressive alla fine degli anni '70.

EMBRYO - "Embryo's reise" 1979 SCHNEEBALL
Altro ottimo esempio di album (doppio) di fine decade. Questo combo
germanico riporta su vinile le esperienze di un lungo viaggio compiuto nei
paese mediorientali, di cui risentono gli oltre ottanta minuti di
musica: krautrock, influenze etniche ed orientaleggianti, proiettano questo
lavoro all'infuori del tempo e dello spazio. Autentico trip.

 
1980-89  
MOVING HEARTS - "Moving Hearts" 1981 WEA
Un album dirompente che mette in sintonia pubblico e critica. Altro
ottimo esempio di perfetta coesione tra folk gaelico e musica rock. Ho
potuto applaudire dal vivo la formazione stellare di questa band, che ha
confezionato uno dei concerti più trascinanti ed emotivamente
coinvolgenti cui abbia mai assistito. Assolutamente da riscoprire.

PLJ BAND - "Armageddon" 1982 VERTIGO
Altro prezioso gioiello di matrice ellenica. Per anni una album
assolutamente introvabile, vero e proprio incubo per i collezionisti. Più che
giustificata la spasmodica ricerca delle poche copie circolanti:
"Armageddon" è un altro piccolo capolavoro di rock progressivo, pregno di
contaminazioni folk e psichedeliche.

AMENOPHIS - "Amenophis" 1983 PRIVATE
L'album d'esordio di questa oscura formazione tedesca è un fulgido
esempio di rock sinfonico, una mirabile sintesi delle produzioni musicali
di formazioni su cui poggia la storia del progressive (Genesis e Camel
su tutte). La riedizione su CD da parte della MUSEA ha reso giustizia ad
un LP fino a qualche anno fa posseduto da pochi fortunati (ero uno di
quelli).

SOLARIS - "Marsbeli kronikak" 1983 GONG
Forse l'album che più di ogni altro in questa decade è stato
"devastante" nei miei confronti (dal punto di vista della maturazione musicale).
Il lavoro che meglio rappresenta il progressive rock di stampo
sinfonico di questi anni '80 e che entra, a pieno titolo, nei migliori dieci
album di tutti i tempi. Essenziale per tutti i cultori di questo
movimento musicale.

ANYONE'S DAUGHTER - "Last tracks" 1986 A.D.
Tra tutta l'ottima produzione di questa formazione germanica, ho scelto
di proposito questo disco perché, oltre ad essere un ottimo esempio di
symphonic-prog, resta ancor oggi uno dei tanti LP che immeritatamente
non sono stati ristampati su CD (conservo gelosamente una copia di
questo disco che si sta usurando a causa dei ripetuti ascolti!).

 
1990-1999  

EZRA WINSTON - "Ancient afternoon" 1990 ANGEL
Ho scelto di citare il secondo lavoro di questa inarrivabile
formazione, poiché la considero un po' la consacrazione di quanto hanno saputo
realizzato con l'album d'esordio. Gli Ezra Winston hanno rappresentato il
nuovo punto di riferimento per tante formazioni italiane e straniere,
sintetizzando alla perfezione l'immensa produzione discografica delle
band progressive targate Italia negli anni '70.

ANGLAGARD - "Hybris" 1993 MELLOTRONEN
Altro dirompente album che ha profondamente caratterizzato gli anni
'90. Gli Anglagard hanno costituito l'avanguardia della folta schiera di
musicisti che tanto generosamente la scena progressive scandinava ha
sfornato negli anni a venire. Un album insuperato e difficilmente
superabile, mera sintesi di oltre venti anni di rock sinfonico.

LINDH PROJECT, PAR - "Gothic impressions" 1994 CRIMSONIC
Questo disco costituisce per me il sinfonismo elevato all'ennesima
potenza. Un ritorno a sonorità ormai dimenticate che, in questo album
d'esordio, sono arricchite da un'aurea magica e solenne al tempo stesso. Un
lavoro impeccabile, la cui presenza è assolutamente obbligatoria in
qualsiasi collezione privata.

QUATERNA REQUIEM - "Quasimodo" 1994 SONY
La seconda prova di questa formazione brasiliana si rivela un
concept-album di prima grandezza. Ottima la miscela di generi ed influenze
musicali che spaziano dai canti gregoriani alla musica classica, dal rock
sinfonico a temi medioevaleggianti. L'opera omnia di Elisa Wiermann,
musicista e compositrice di altissimo livello.

STOLT, ROINE - "The Flower King"1994 FOXTROT
Non potevo concludere questa carrellata non citando Roine Stolt ed i
Flower Kings. Questo prolifico compositore, sulla scena da oltre
trent'anni, ha costituito una sorta di bussola che ha saputo indicare la
"giusta" rotta a decine di artisti e di formazioni tutt'oggi sulla "cresta
dell'onda". Un catalizzatore di idee ed un vulcano in eruzione al tempo
stesso. L'uscita di questo e dei successivi album, mi ha fatto rivivere
le splendide stagioni in cui, con cadenza annuale, si trepidava in
attesa del nuovo disco del "Re Cremisi".


 

CONCLUSIONI

 
Poiché sono consapevole di aver fatto torto a tanti bravi musicisti,
non menzionando lavori che di diritto dovrebbero figurare in questa
lista, chiedo anticipatamente scusa ripromettendomi (se l'iniziativa avrà
un buon ritorno e avrò l'opportunità di ritornare su questo argomento)
di rimediare almeno in parte a qualche lacuna.