Radiomobel

Gudang garam

Record Heaven - 1978

 

E' piacevole rituffarsi agli inizi degli anni '70 attraverso la riscoperta di album come questo "Gudang Garam" del combo svedese MUSIKGRUPPEN RADIOMOBEL, questo il suo vero nome, che grazie alla label RECORD HEAVEN ritorna a far parlare di sé oltre venticinque anni dopo l'originaria pubblicazione di questo disco. L'album, a suo tempo autoprodotto in tiratura limitata, costituisce la seconda (e definitiva) prova discografica dei RADIOMOBEL, che esordirono nel lontano 1975 con "Tramsebox", un LP oggetto di culto da parte di una larga schiera di collezionisti, anch'esso inciso privatamente in un limitatissimo numero di copie. Ascoltando con molta attenzione gli otto brani che compongono la track-list, ho potuto rivivere il clima dei seventies attraverso la musica proposta dalla band che, in questa versione digitalizzata, "suona" ancora come
quella di un buon vecchio caro vinile (so di contro che molti estimatori del suono DDD storceranno il naso, ma tant'è). Dal punto di vista dei contenuti "Gudang Garam" è un album per lo più strumentale, che unisce le atmosfere degli HAWKWIND alle sperimentazioni della KOSMISCHE MUSIK, le inflessioni psichedeliche dei PINK FLOYD alle componenti prog-rock dei NEKTAR, degli EARTH & FIRO o degli AMON DUUL. La presenza della cantante Carin Bohlin ha contribuito ad evocare in me (chissà poi grazie a quale strano meccanismo cerebrale...) i ricordi adolescenziali legati alle performance on-stage di Stacia, la ballerina che accompagnava la musica degli HAWKWIND in memorabili live-show. Forse mi sono fatto un po' troppo prendere la mano dal passato, ma una cosa è certa: i RADIOMOBEL amalgamano al meglio i generi musicali dei gruppi menzionati, producendo un suono che si potrebbe definire come "un elettrizzante viaggio a ritroso nel tempo". Ascoltare i duetti tra chitarra e tastiere che dominano incontrastati in brani come "Hostsang", "E-matt" o nella lunga, mirabile "Flugornas Morgon" è un po' come ritrovarsi seduti ai piedi di un palco, con gli occhi socchiusi, rapiti da ritmi melodici. Una buona occasione per cimentarsi in un'operazione di recupero archeologico, da parte dei tanti appassionati proggers che, come il sottoscritto, gioiscono nel ri-scoprire nuove pagine di un glorioso passato.

P.S.
Infine una nota alquanto curiosa: il primo brano dal quale l'album prende il nome, ha la durata di un (1) secondo!! E' uno scherzo della band od il tentativo di entrare a far parte del Guinness dei Primati?

(Luciano Costarella)

 

Track list:
1) Gudang Garam 0:01
2) Hostsang 7:25
3) Fase 6:55
4) E-matt 8:25
5) Vaggvisa 3:45
6) Kylie 0:41
7) Flugornas Morgon 15:00
8) Finalien 3:30

Musicians:
Goran Andersson - Bass
Carin Bohlin - Vocals
Anders Ericsson - Roadie
Andrus Kangro - Guitar
Richard Moberg - Keyboards
Mikael Skoog - Drums