|
|
Carpet Kings Lost and so strange is my mind Transubstans Records - 2005 |
|
|
Disco strano ma al tempo stesso ammaliante questo album d'esordio dei CARPET KNIGHTS, band svedese che rafforza le fila di artisti scandinavi che tanto hanno dato nell'ultimo decennio in termini quantitativi e qualitativi al filone del rock progressivo. A voler essere più precisi "Lost And So Strange Is My Mind" è una raccolta di brani in cui sono sapientemente dosati elementi di prog, folk, rock e psichedelici, la cui miscela origina quel particolare sound tipico di svariate formazioni nordiche tra cui citerei, prima fra tutte, quella degli ANEKDOTEN. Rispetto al gruppo di Niklas Berg, pur non utilizzando strumenti come violoncello o mellotron, i cinque ragazzi di Malmoe riescono a confezionare uno splendido disco, caratterizzato da brillanti idee e da una buona dose di originalità. Oltre ai già citati connazionali sono evidenti altre "contaminazioni" più vicine, ad esempio, ai JETHRO TULL ed al particolare uso del flauto, come riscontrabile nell'introduttiva "All Be The Same" od in "Fools And Silent Callers", due eccellenti track che ricordano la prima formazione capitanata da Jan Anderson. La peculiarità di "Lost And So Strange Is My Mind" è da ricercare, più a tutto tondo, nella capacità da parte del quintetto svedese, di costruire ed interpretare brani che mettono d'accordo PINK FLOYD e DOORS, UTOPIAN FIELDS e YES, KING CRIMSON e LED ZEPPELIN al tempo stesso. Questo improbabile mix di generi musicali produce un sound originale e coinvolgente, contraddistinto da splendidi duetti di chitarra e dalla voce originale ed espressiva di Joakim Jonsson. L'esecuzione di tracce della durata media di 4/5 minuti non si ripercuote negativamente sulla qualità complessiva dell'album, che si ascolta piacevolmente grazie anche alla scelta (intelligente) di non esasperare all'estremo la lunghezza dei brani stessi, al fine di raggiungere, come sempre più spesso accade, il limite capacitivo del compact disc. Unica eccezione presente nel disco è la lunga traccia "Last Of Many", che con i suoi dieci minuti chiude mirabilmente quest'opera prima dei CARPET KNIGHTS, coniugando al meglio il sound dei seventies con le moderne influenze musicali del rock progressivo scandinavo.
Track list:
|
||