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On the treshold
of Eternity segna il ritorno sulla scena degli Ajalon a distanza di quasi
un decennio dal loro esordio discografico, avvenuto con l'album Light
At The End Of The Tunnel, che all'epoca della pubblicazione fu accolto
discretamente dalla critica internazionale.
Responsabile del progetto è sempre Will Henderson, amico e collaboratore
dell'ex Spock's beard Neal Morse.
Con quest'ultimo Henderson condivide, oltre all'amore per il prog, anche
una profonda devozione mistica che traspare, del resto, dal nome del gruppo
(Ajalon era un luogo biblico) oltre che dai temi trattati. L'afflato religioso
non è, peraltro, l'unico tratto distintivo che accomuna Henderson
a Morse, qui presente nella veste di guest musician. La musica degli Ajalon
è, infatti, anche nelle trame sonore, strettamente imparentata
con quella degli Spock's Beard, dai quali attinge il gusto melodico per
le ballate poppeggianti, più che per i tempi dispari e per le acrobazie
strumentali (stile Thoughts o Harm's way, per intenderci).
I nove brani che compongono il nuovo album sono intessuti della medesima
pasta AOR che caratterizza pezzi come All on a Sunday o June: melodie
solari, dominate dalle armonie vocali di Henderson che, anche nel timbro
e nell'intonazione, sembra un perfetto clone di Morse.
Qua e là aleggia il fantasma degli Yes dell'era Rabin: a parte
la title track, costruita su un refrain pressoché identico a quello
di The Calling (brano di apertura di Talk), tra i pochi spunti solistici
degni di nota, si segnalano anche alcuni interventi di chitarra che paiono
scaturiti dalla mano esperta del chitarrista sudafricano (Anthem of the
Seventh Day e Psalm 61) oltre a qualche fugace solo di tastiere (What
Kind of Love e Forever I Am), accreditabile a Rick Wakeman, altro ospite
autorevole, sebbene non particolarmente incisivo.
La musica degli Ajalon, insomma, scorre placidamente, senza particolari
sorprese o sussulti creativi, ma con il pregio di una produzione impeccabile
ed un approccio al genere assolutamente non dilettantistico. Tutte cose
che dovrebbe rendere questo prodotto gradito ai seguaci dell'ala moderata
del progressive.
In definitiva, se considerate gli Spock's Beard la punta di diamante del
prog attuale e se gli Asia o i Saga girano regolarmente nel vostro lettore,
quest'album fa sicuramente per voi.
(Achille
Benigni)
Tracklist
1. Anthem
of the Seventh Day
2. The Promised Land
3. Sword of Goliath
4. Holy Spirit Fire
5. Psalm 61
6. What Kind of Love
7. The Highway
8. Forever I Am
9. On the Threshold of Eternity
Line-up
- Randy George / electric & acoustic guitars, keyboards, bass, Bodhran
- Wil Henderson / vocals, bass guitar, Penny Whistle, vocal arrangements
- Dan Lile / drums & percussion
Additional
musicians:
- Rick Wakeman
- Neal Morse
- Phil Keaggy
- Jeremy Cays
- Lisa Green
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