Ajalon

On the threshold of eternity

- 2005

 

On the treshold of Eternity segna il ritorno sulla scena degli Ajalon a distanza di quasi un decennio dal loro esordio discografico, avvenuto con l'album Light At The End Of The Tunnel, che all'epoca della pubblicazione fu accolto discretamente dalla critica internazionale.
Responsabile del progetto è sempre Will Henderson, amico e collaboratore dell'ex Spock's beard Neal Morse.
Con quest'ultimo Henderson condivide, oltre all'amore per il prog, anche una profonda devozione mistica che traspare, del resto, dal nome del gruppo (Ajalon era un luogo biblico) oltre che dai temi trattati. L'afflato religioso non è, peraltro, l'unico tratto distintivo che accomuna Henderson a Morse, qui presente nella veste di guest musician. La musica degli Ajalon è, infatti, anche nelle trame sonore, strettamente imparentata con quella degli Spock's Beard, dai quali attinge il gusto melodico per le ballate poppeggianti, più che per i tempi dispari e per le acrobazie strumentali (stile Thoughts o Harm's way, per intenderci).
I nove brani che compongono il nuovo album sono intessuti della medesima pasta AOR che caratterizza pezzi come All on a Sunday o June: melodie solari, dominate dalle armonie vocali di Henderson che, anche nel timbro e nell'intonazione, sembra un perfetto clone di Morse.
Qua e là aleggia il fantasma degli Yes dell'era Rabin: a parte la title track, costruita su un refrain pressoché identico a quello di The Calling (brano di apertura di Talk), tra i pochi spunti solistici degni di nota, si segnalano anche alcuni interventi di chitarra che paiono scaturiti dalla mano esperta del chitarrista sudafricano (Anthem of the Seventh Day e Psalm 61) oltre a qualche fugace solo di tastiere (What Kind of Love e Forever I Am), accreditabile a Rick Wakeman, altro ospite autorevole, sebbene non particolarmente incisivo.
La musica degli Ajalon, insomma, scorre placidamente, senza particolari sorprese o sussulti creativi, ma con il pregio di una produzione impeccabile ed un approccio al genere assolutamente non dilettantistico. Tutte cose che dovrebbe rendere questo prodotto gradito ai seguaci dell'ala moderata del progressive.
In definitiva, se considerate gli Spock's Beard la punta di diamante del prog attuale e se gli Asia o i Saga girano regolarmente nel vostro lettore, quest'album fa sicuramente per voi.

(Achille Benigni)

 

Tracklist

1. Anthem of the Seventh Day
2. The Promised Land
3. Sword of Goliath
4. Holy Spirit Fire
5. Psalm 61
6. What Kind of Love
7. The Highway
8. Forever I Am
9. On the Threshold of Eternity

Line-up
- Randy George / electric & acoustic guitars, keyboards, bass, Bodhran
- Wil Henderson / vocals, bass guitar, Penny Whistle, vocal arrangements
- Dan Lile / drums & percussion

 

Additional musicians:
- Rick Wakeman
- Neal Morse
- Phil Keaggy
- Jeremy Cays
- Lisa Green