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AA. VV. Gospel for J.F.P. - a tribute to Jaco Pastorius Moonjune Records - 2005 |
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Ma che bello! Di solito non amo i tributi ma questo, curato e prodotto dalla Moonjune records, che ha per oggetto la musica di Jaco Pastorious, mitico e innovativo bassista dei Weather Report (nonché titolare di diversi dischi solisti) mi è piaciuto non poco e mi ha fatto passare bei momenti di ascolto. Undici brani, alcuni dei Weather Report, altri dai suoi dischi solisti, altre composizioni di Jaco praticamente rimaste inedite, con alcune stelle del jazzrock/fusion che si alternano nelle verie esecuzioni. Nomi? Bireli Lagrene, Dan Gottlieb (pat metheny group), Mike Stern, John Pattitucci (chick corea), Alex Acuna (weather report stessi), Kennwood Dennard (lo ricordo nei brand X), Marcus Miller (miles davis). Si parte con un brano famoso, "three wiews of a secret" (da "a night passage" dei WR), con un'inizio quasi vocalese del Contrafasa chorus seguito da uno splendido duetto tra chitarra elettrica e acustica (Lagrene) che ci incanta per oltre 7 minuti. La versione di "Las olas" (da un'album di airto e flora Purim), cambia registro, sembra veramente di ascoltare il Pat Metheny Group degli anni 80, con un pizzico di bossanova in più. il terzo brano è "Havona" (sempre dei WR) ed è reso in una versione molto fusion, un po' troppo leggero forse ma gradevole, "Continuum" (dal debutto omonimo di Pastorius) si pone delicatamente tra jazz e new age, con Micheal Gerber al piano che distilla note di rugiada; Proseguiamo con il primo brano cantato, "i can't dig it baby", con coro e umori sudamericani. In "Dania" un piano trio ricalca le orme di Bill Evans (sempre con l'eccellente Gerber al piano), poi "Punk Jazz" (altro pezzo famoso dei WR) arrangiato con originalità solo con l'accordeon di Gil Goldstein, distorto ed effettato, molto lontano dal suono alla Piazzolla che ci saremmo aspettati. Con Teen Town(sempre i WR), siamo in piena fusion sintetica con basso slappante (Marcus Miller), vicino come sound al Miles Davis di Tutu o ad alcune cose di Scofield. "Microcosm", ancora piano trio (questa volta c'è alex Darqui al piano), grande tocco, molto "smooth", sempre Evansiano. Ultimi due brani più deludenti, "good morning anya" fusion un pò troppo compassata e sul finale l'unico brano non composta da Pastorius, "Gospel for J.F.P.III", appunto, ma composto ed eseguito dagli a me sconosciuti fratelli Fattoruso, fusion freddissima e plasticata. Qualità delle esecuzioni indiscutibile, bella musica ben suonata, come unico appunto un sound un pò troppo spesso oscillante tra ECM e Montecarlo Night; Pastorius era un avventuriero, avrebbe osato di più. Comunque un prodotto eccellente che consiglio. |
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