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Badirov Greeting from Nostradamus Unicorn Records - 2004 |
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Vladimir Badirov è un talentuoso percussionista Uzbeco, qui al suo debutto discografico come solista. Nel suo vasto curriculum, oltre a numerose collaborazioni musicali e teatrali, figura in particolare la partecipazione, insieme alla cantante uzbeca Sevara Nazarkhan, al Growing Up Tour di Peter Gabriel come opening act. E ascoltando le quattordici tracce che compongono questo Greeting from Nostradamus si capisce subito il perché di una scelta del genere da parte dell’Arcangelo: siamo infatti in presenza di un suggestivo impasto tra moderne poliritmie e tradizione nativa, musica rock e tribalismo elettronico. Le mille percussioni di Badirov, acustiche e non, si fondono infatti con chitarre elettriche, tastiere e strumenti tradizionali uzbechi: rivestono infatti un ruolo importante il karnai (una specie di tromba), il nai (simile al flauto), il sato e l’ud (strumenti a corda vicini rispettivamente al violino e alla chitarra acustica), ma anche i più comuni clarinetto, tromba e trombone. Il risultato è una miscela suggestiva e intrigante, dal sapore fortemente speziato, in cui il folk uzbeco incontra il jazz, il rock, la fusion e la musica classica. Volendo fare qualche parallelo, oltre a quello inevitabile con il Gabriel più radicale, si potrebbe citare il Trey Gunn di Untune the Sky, o il Tony Levin di World Diary; in ogni caso musicisti che sono riusciti con successo a conciliare la radici musicali di culture lontane con le melodie e le strutture tipiche del rock occidentale. In questo svolge un ruolo fondamentale la chitarra elettrica onnipresente di Vitaliy Popeloff, capace a tratti addirittura di virate metal, e l’oculato uso di campionamenti elettronici e loop percussivi da parte di Badirov, maestro anche nel padroneggiare le nuove tecnologie. Complimenti dunque alla Unicorn Records che ha scelto di ristampare anche per il mercato occidentale (con tre bonus tracks) questo piccolo girello originariamente pubblicato solo in Uzbekistan. Recensione pubblicata su Wonderous Stories (Paolo Carnelli) |
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