Gentle Giant

Scraping the barrel

Alucard - 2004

 

12 ore di materiale inedito: un Box che è veramente una manna dal cielo per i seguaci del 'Gigante Gentile'. La band, assente ormai da 25 anni dalle scene, è riuscita a mantenere viva l'attenzione su di sé con un'incredibile sequenza di pubblicazioni che, a partire dalla metà degli anni '90, hanno permesso di rivisitarne totalmente il percorso artistico. Il cofanetto contiene tre CD audio; nei primi due sono stati assemblati brani, demo, singole sezioni di canzoni, arrangiamenti alternativi ed ouuttakes provenienti dagli 11 album da studio dei Gentle Giant, il terzo invece è dedicato alle composizioni dei solisti rimaste nel cassetto. 21 tracce in gran parte scritte dal tastierista Kerry Minnear ma anche da Gary Green, Ray Shulman, Shout (Gary Green & Ray Shulman), John P.Weathers e Simon Dupree and the Big Sound. Ad intrigare non poco l'ascoltatore sono i primi tre pezzi di questo terzo dischetto: Home Again, Moog Fugue e Move Over. I brani in questione sono stati infatti realizzati da quattro dei sei componenti della formazione d'esordio (Minnear, Gary Green, John P. Weathers e Phil Shulman), quella che comprendeva tutti e tre i fratelli Shulman. Solo dodici minuti in tutto, che, come una macchina del tempo, ci trasportano in un epoca lontana e ci fanno domandare perché, tra tante 'reunion' inutili, non debba avvenire quella dei Gentle Giant. A completare l'opera c'è poi un quarto CD dati contenente '8 ore 39 minuti e 18 secondi' di mp3 con prove, spunti , incisioni dal vivo ed un archivio contenente 94 campionamenti di suoni estrapolati dalla discografia della band. Se non siete ancora interessati al prodotto, segnalo che nella sezione Data Disc - Visuals sono contenuti file pdf con partiture autografe di Kerry Minnear, Press Kits e Promo Material, i tour program di Interview e Playing the Fool e molte foto rare della formazione. Un monumento alla grandezza di una band che avrebbe potuto dare ancora molto alla musica.

Recensione pubblicata su Wonderous Stories

(Marco Leodori)