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The Enid White goddess Inner Sanctum - 1997 |
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Nel 1995 la causa intentata contro i Barclay James Harvest si conclude con una specie di accordo tra le parti che però non frutta a Godfrey i guadagni sperati. Gli Enid subiscono numerosi cambi di formazione e si esibiscono in numerosi concerti tra cui alcuni nella prestigiosa Royal Albert Hall. Alla fine del 1997 viene completato "White Goddess", concept album "ecologista" dedicato al lavoro di Robert Graves. L'ispirazione classica del disco è facilmente intuibile solamente scorrendo i titoli dei brani e già ascoltando le melodie malinconiche della seconda traccia, "Fantasy", ci si trova trasportati ai tempi, o meglio ai fasti, di "Aerie Faerie Nonsense". Il brano è infatti bellissimo e detta la cifra stilistica dell'intero lavoro: definitivamente accantonati i suoni elettronici e le sperimentazioni Godfrey realizza infatti un attesissimo ritorno alle radici facendo in definitiva quello che meglio gli riesce e che i fan mostrano di apprezzare maggiormente, cioè comporre brani sinfonici, profondamente legati alla tradizione classica, in cui le chitarre elettriche si sposano magicamente con complessi arrangiamenti orchestrali. I brani successivi proseguono su questa falsariga con un livello qualitativo che si mantiene elevato e costante per l'intera durata del disco. Decisamente un'ottima prova per la band. Da segnalare la presenza di due ghost track piazzate come bonus al termine del cd e non presenti nella precedente versione edita da Mantella.
Track list: 1.Prelude, 2.Fantasy, 3.Riguardon, 4.Sarabande, 5.Waltz, 6.Ballade, 7.Gavotte, 8.Chaconne, 9.Gigue, 10.Nocturne
Formazione: Robert John
Godfrey (Keyboards), |
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