The Enid

Tripping the light fantastic

Inner Sanctum - 1994

 

Dopo l'uscita di "The seeds and the sower" gli Enid tengono due concerti di addio al London Dominion Theatre durante i quali registrano il live "Final noise". Sciolto il gruppo Stewart si ricicla come ingegnere del suono mentre Godfrey si dedica a nuovi generi musicali iniziando una collaborazione con alcuni giovani musicisti con i quali realizza brani commerciali arrivando perfino a riarrangiare pezzi degli Enid in chiave acid-house (sic). La cosa ovviamente disorienta e scontenta i fan tanto che il gruppo si vede costretto, nel 1991, a cambiare nome in Come September. L'esperienza si rivela tuttavia tutt'altro che fortunata e nel 1993 Godfrey riforma gli Enid con Nick May alle chitarre e Steve Hughes alla batteria. Con questa line up viene pubblicato, nel 1994, "Tripping The Light Fantastic". Il cd è per l'ennesima volta un concept, questa volta dedicato a quella branca della fisica che risponde al nome di "meccanica quantistica". La traccia di apertura, "Ultraviolet Cat", non è certo quel che si dice un buon inizio in quanto, con i suoi loop elettronici e la sua batteria elettronica, risente pesantemente dell'esperienza con i Come September e non è certo in grado di titillare le papille gustative dell'appassionato di prog (anzi…). Fortunatamente inizia ad andare molto meglio già con le successive tracce, la dolce "Little Shiners", e la potente "Gateway" che richiamano i fasti del passato pur vedendo un netto prevalere dei sintetizzatori sugli antichi suoni orchestrali. Tale cambio di sound contribuisce a dare un tocco di modernità agli arrangiamenti che si fa apprezzare non poco anche se le complesse orchestrazioni e i richiami alla musica classica, marchio di fabbrica della band, fanno nuovamente capolino nella sinfonica title track e, ancor di più, nella successiva "Freelance human", sorta di romantico concerto per piano ed orchestra che lascia ancora una volta trasparire l'immenso talento di Godfrey come musicista classico. Le influenze elettroniche tornano a farsi sentire in "Dark Hydraulic", che fortunatamente ricorda più i Tangerine Dream che i Come September, con risultati quindi accettabili anche per i fan più integralisti. Il finale dell'album è affidato a "The Biscuit Game", pezzo sinfonico dal feeling tetro e drammatico che chiude in bellezza un disco che, pur contenendo alcuni elementi innovativi, di certo non scontenterà gli appassionati della band rappresentando l'ennesimo lavoro ben riuscito di Godfrey, uno dei compositori più talentuosi che il nostro genere musicale preferito può vantare.

(Paolo Formichetti)

 

Track list:

Ultraviolet Cat (10.41), Little Shiners (5.16), Gateway (4.03), Tripping The Light Fantastic (9.17), Freelance Human (5.57), Dark Hydraulic (14.16), The Biscuit Game (9.38)

 

Formazione:

Robert John Godfrey (keyboards),
Wayne Cox (drums on Tracks 3, 4 and 6),
Steve Hughes (drums on Tracks 1 and 2),
Max Read (vocals on Track 1, bass)