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Egg same Nova/Deram - 1970 |
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L'universo musicale canterburiano rappresentò un movimento musicale crocevia di generi diversi come il jazz, sia classico che di avanguardia, il folk la pop-rock music, quella sperimentale e free senza dimenticare la psichedelia. Parte rilevante per una corrente del genere ebbe l'aspetto melodico/romantico/sognante con un forte sapore "autunnale". Questi elementi caratterizzarono le varie formazioni del movimento creando un suono unico e riconoscibilissimo malgrado nella scena canterburiana fossero presenti numerose correnti alcune caratterizzate da composizioni di durata normale altre invece che prediligevano le suite o le lunghe jam improvvisate. Nato verso la metà dei '60 pian piano sparito a partire dalla fine dei 70 (anche se qualche musicista come PHIL MILLER ha continuato sia negli 80 che nei 90) il movimento canterburiano rappresenta per me un ideale incontro con dei vecchi e cari amici con i quali si sono passati anni memorabili; dico questo in quanto ormai da qualche anno, pur conservando gelosamente tutti gli lp/cd, ho abbandonato questa eccezionale corrente musicale anche se va sottolineato quanto sia facile ravvivare il fuoco sotto la cenere. Secondo il mio modesto parere, rinvigorito da questo "rinnovato" ascolto, gli EGG, malgrado le non esaltanti riconoscenze di vendita e critica, hanno saputo creare un suono dando una base artistica alle future band che dal loro scioglimento prenderanno origine. Ma prima di parlare in maniera più dettagliata degli EGG mi sembra doveroso almeno ricordare due formazioni di fine anni 60 da cui i musicisti del gruppo provenivano: gli URIEL, durati un giusto un paio d'anni 1967-68 i cui leader erano DAVE STEWART e STEVE HILLAGE, e i loro "figli nascosti" ARZACHEL che nel 1969 pubblicarono un ottimo album di "psycho-progressive" che esaltava il lato più coraggioso della corrente canterburiana come testimonia la lunga jam improvvisata dai tratti acidi/psichedelico/progressivi dal titolo METEMPSYCHOSIS nel quale nascosti sotto degli pseudonimi (dovuti al fatto che i musicisti erano già impegnati nel progetto oggetto della recensione) vi erano tutti i musicisti facente parte del trio base degli EGG. Tale trio comprendeva DAVE STEWART (organo-piano), MONT CAMPBELL (basso e voce) e CLIVE BROOKS (batteria) musicisti dotati di grande gusto e tecnica musicale con il grande pregio di sapersi accompagnare ed alternare in maniera perfetta. Questo progetto purtroppo ebbe vita breve (1970/72) con una fugace reunion nel 74 e fu un importante punto di passaggio per l'evoluzione della corrente canterburiana in quanto dopo lo scioglimento seguirono altri e forse più conosciuti ottimi progetti musicali nei quali l'operato di STEWART fu notevole. Basti pensare ai KHAN in compagnia di STEVE HILLAGE, NICK GREENWOOD e ERIC PEACHEY che nel 1972 diedero alle stampe il mitico SPACE SHANTY oggetto di culto visto la non facile reperibilità, ma soprattutto i grandi HATFIELD AND THE NORTH vero e proprio supergruppo con RICHARD SINCLAIR, PHIL MILLER, PIP PYLE e ovviamente DAVE STEWART (essenziali quindi i due lavori pubblicati l'omonimo del 1974 e ROTTER'S CLUB del 1975); infine segnalo i NATIONAL HEALTH con PHIL MILLER, DAVE STEWART, PIP PYLE, JIMMY HASTINGS (in seguito sostituito da JOHN GREAVES) e ALAN GOWEN, che pubblicarono due pregevoli lavori come l'omonimo nel '78 e OF QUEUES AND CURES. Ma torniamo agli EGG che nella loro breve esistenza pubblicarono tre lavori: EGG nel 1970 seguito da THE POLITE FORCE del 1971 e THE CIVIL SURFACE del 1974 pubblicato a gruppo oramai sciolto (che tra le altre cose vedeva l'importante partecipazione di amici come STEVE HILLAGE, BARBARA GASKIN e di TIM HODGKINSON e LINDSAY COOPER due musicisti provenienti dagli HENRY COW una della formazioni più avanguardistiche della scena canterburiana). Il primo lavoro degli EGG vede alle prese con gli strumenti il trio base senza l'aggiunta di ospiti come invece è avvenuto nei due lavori seguenti ed è già fortemente rappresentativo dello spirito avventuroso dei musicisti che miscelano rock, jazz, classica, musica sperimentale con grande gusto e genialità fondendo il tutto in una magica miscela progressiva costituita da belle melodie ma anche da partiture molto impegnative in tempi dispari. Alcuni li paragonarono sia ai NICE che agli E.L.P del maestro KEITH EMERSON ma il paragone non mi sembra sempre appropriato seppur in alcuni momenti vi sia qualche piccola similitudine oltre che nella disposizione della formazione nella struttura delle composizioni (ma a questo punto non dimenticherei nemmeno i grandi ATOMIC ROOSTER del compianto VINCENT CRANE, ovviamente con questo non voglio dire assolutamente dire di essere di fronte ad una formazione derivativa con solo pregio di scopiazzare bene…tutt'altro!). Dopo una breve intro e il brano WHILE GROWING MY HAIR (una sorta di "marcetta" stralunata con una struttura ritmica molto vicina all'hard rock britannico, pur essendo priva della ruvidità della chitarra, che nel suo complesso non mi esalta più di tanto) posso dire che le "note interessanti" iniziano con I WILL BE ABSORBED. Questa è una stupenda composizione, molto raffinata nei suoi contrappunti strumentali vicini al jazz rock d'atmosfera che creano degli stupendi affreschi sonori molto autunnali che non mancheranno di essere ripresi quindici anni dopo dai vari gruppi dell'ondata britannica di cool jazz & heavy soul. I cinque minuti seguenti sono caratterizzati da due composizioni strumentali FUGUE IN D MINOR e THEY LAUGHED WHEN I SAT DOWN AT THE PIANO. che esaltano l'aspetto classicheggiante dell'organo prima, e del piano poi entrambi suonati da STEWART. Il gruppo al completo ritorna con THE SONG OF McGILLICUDIE THE PUSILLANIMOUS altra composizione di grande interesse molto aggressiva nei suoi primi minuti con le linee di organo e basso che creano una ruvida muraglia sonora e la batteria che detta dei tempi velocissimi: anche in questo l'hard rock "golden age" britannico esce fuori alla grande, nella parte centrale la composizione muta diventando più rarefatta con dei bellissimi giochetti di basso e batteria (questione di poco e la pesantezza sonora viene di nuovo fuori in un infuocato e un finale con degli imperiosi stacchi d'organo). Dopo la breve impazzita e sperimentale BOILK arriviamo alla composizione più ardita della raccolta, l'eterogenea SYMPHONY NO.2 che con i suoi 20 minuti abbondanti fa bella mostra di tutto il campionario artistico della band: si passa da cavalcate classiche che effettivamente richiamano il KEITH EMERSON più ispirato e dove STEWART cesella dei solo d'organo da paura a brevi richiami al rock blues più notturno e cadenzato (ed anche in questo caso la resa è ottima come quando non contenti i tre musicisti ci regalano delle schegge impazzite di jazz rock). Inoltre davvero ottime risultano le escursioni nelle sonorità più sperimentali che a tratti riprendono il suono di una chitarra elettrica ultra distorta ma anche di una spettacolare jam di space rock progressivo che non avrebbe sfigurato in qualche film di fantascienza anni '70. In chiusura, usciti dallo "spazio", le sonorità ritornano più quadrate e dalla struttura più rock con degli strani accenti medio orientali chiudendo così una suite davvero storica che non sfigura se paragonata a quelle più classiche del panorama progressivo europeo. Le due composizioni bonus SEVEN IS A JOLLY GOOD TIME eYOU ARE ALL PRINCES sono più legate ad una struttura canzone che seppur infarcita qua e là di qualche pregevole passaggio strumentale aggiungono poche novità rispetto a quanto prima ascoltato. Quindi non posso che consigliare l'acquisto di almeno uno dei tre titoli pubblicati dal gruppo se siete degli appassionati canterburiani e per qualche strano motivo ve li siete persi in precedenza. Per tutti gli altri gli EGG potrebbero rappresentare una bella sorpresa o meglio ancora un ottima presentazione di un periodo veramente interessante dal punto di vista musicale. (Paolo Lacqua)
Track list: 1) bulb 2) while growing my hair 3) I will be absorbed 4) fugue in "D" minor 5) they laughed when I sat down at the piano 6) the song of McGillicudie the pusillanimous or (don't worry James, your socks are hanging in the coal cellar with thomas) 7) boilk 8) symphony No. 2 9) seven in ajolly good time (bonus track) 10) you are all princes (bonus track) Formazione: DAVE STEWART:
organo/piano |
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