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Spektrum same Progress Records- 2003 |
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Bel disco del 2003 molto simile come sonorità e impostazione ai britannici Magenta; Un quintetto svedese con voce femminile piuttosto buona caratterizzato da un progressive key-oriented, ben suonato, suono molto pieno ma mai bombastico o con (falsi) virtuosismi fini a se stessi, brani sempre con melodie molto ben definite, orecchiabili senza essere banali, ottimi stacchi di tastiere e chitarra. Al quarto ascolto non mi sono ancora annoiato, lo considero un gran successo. Dopo un breve intro, già "land of longing" è paradigmatica dello stile del gruppo con una impostazione strumentale coinvolgente tra mareggiate di tastiere, giri di basso e stacchi di chitarra che accompagnano un ritornello che difficilmente non vi trovere a cantare fin dal primo ascolto. Ancora meglio i 9 minuti di "now", che ricorda in certe parti strumentali alcune cose degli IQ nonché certe partiture tastieristiche dei Genesis di "Wind and wuthering" (si punta in alto, insomma). Con la successiva "perpetuum mobile" si prova il brano solo strumentale con 6 minuti convincenti, epici e romantici, con inizio soffuso che crescono in un arrembante finalone con chitarra lancinante. Ottima anche la successiva "the quest" dove si ritorna al cantato in un brano molto orecchiabile intercalato da soli di tastiere e chitarra ma sempre congrui e convincenti. Molto simile, anche se meno convincente, anche "The ivory tower". Chiudono il cd gli 8 minuti di "a chemical release" dove si fonde una impostazione strutturale progressive nella strumentazione e nell'arrangiamento con parti cantate che mi ricordano certo pop radiofonico anni 80. In conclusione non sempre è necessario cercare capolavori né impelagarsi in dischi per capire i quali bisogna andare dallo psicanalista, questo cd degli Spectrum contiene ottima musica, di facile fruizione ma assolutamente mai banale e anzi frutto di un certo talento compositivo ed esecutivo. Insomma consigliato. |
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