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Twelfth Night Art & illusion Cyclops - 1984 (remastered 2003) |
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La Cyclops Records prosegue nell'opera di rimasterizzazione degli album dei Twelfth Night, arricchiti di booklet con testi, foto inedite e contributi scritti dei membri del gruppo oltre che di nuovi contenuti musicali. La nuova edizione di "Art & Illusion" contiene infatti ben sette tracce in più rispetto al mini LP originario, pubblicato nel 1984 su etichetta Music For Nations. Tre di queste erano dei demo che avrebbero dovuto far parte di "Art & Illusion", mentre le altre quattro sono versioni alternative dei brani del mini LP. I motivi per cui Brian Devoil e soci decisero di escludere "Blue Powder Monkey", "Blondon Fair" e "Take a Look" dalla track list definitiva sono rivelati nel booklet dallo stesso Devoil, insieme a foto inedite e a note di spiegazione di ciascun brano. Quando "Art & Illusion" venne pubblicato, i fans e la critica erano ansiosi di capire se il nuovo cantante Andy Sears sarebbe stato all'altezza del suo predecessore, Geoff Mann, e se i Twelfth Night sarebbero sopravvissuti all'abbandono di un personaggio così importante (per molti fondamentale) per l'esistenza stessa del gruppo inglese. Cantante, compositore (insieme al bassista Clive Mitten), poeta, pittore, nonché frontman istrionico e geniale, Mann lasciò il gruppo per seguire la sua vocazione religiosa e una carriera solistica che terminò tristemente con la sua morte, per cancro, nel 1993. In realtà, seppure da alcuni eccessivamente criticato e confrontato continuamente e impietosamente con il suo predecessore, Andy Sears dimostra fin dalle prime strofe di "Counterpoint" di essere un cantante valido, tecnicamente ben impostato e dotato di una voce potente e drammatica. Nei brani successivi il caratteristico sound dei Twelfth Night, seppure meno epico che in passato, meno romantico e più "modernizzato", riemerge nell'energica title track, nella darkeggiante "C.R.A.B." e nella struggente, sofferta, disperata "First New Days", eseguita interamente ed esclusivamente con le tastiere, mentre i testi, scritti da Sears, sono incentrati su temi politici e sociali. Formatisi nel 1978, i Twelfth Night sono stati i primi esponenti del cosiddetto neo prog, ma anche i più sfortunati, visto che non hanno avuto la fama, la longevità e il successo commerciale dei vari Marillion, I.Q. e Pendragon. La bellezza della loro musica risiede, invece, proprio nelle caratteristiche che probabilmente ne hanno compromesso il gradimento presso gli orfani dei vecchi Genesis: la contaminazione tra prog e new wave (addirittura con rare tracce di punk, nei passaggi più accesi dei loro brani di protesta e di denuncia), il basso pieno e pulsante di Mitten, la batteria già "eigthes" ed essenziale di Devoil e la loro costante e strisciante malinconia evidenziata dalla chitarra spettrale di Mitten, con le tastiere di Battersby a ricomporre e ricondurre il tutto nel solco di quel "nuovo" progressive dalle origini nobili e antiche. Nel frattempo, grazie alla Cyclops, anche "Live at the Target" è stato rimasterizzato e, per il futuro, si parla di un "Vocalists" album, ossia un CD contenente brani eseguiti da tutti i cantanti che si sono succeduti nella storia della Dodicesima Notte (l'americana Electra McLeod, Ian Lloyd-Jones, Geoff Mann, un certo Axe, Andy Sears e Martyn Watson), della riedizione di "Smiling At Grief", di un CD di inediti e addirittura della pubblicazione di alcuni bootlegs ufficiali. Recensione pubblicata su Wonderous Stories (Carlo Carnelli) |
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