The Giant Hogweed Orchestra

same

Mellow records - 2004

 

Oddio, un'altro gruppo di new prog genesisiano !!! Vabbè, magari è un bel disco, e poi imitare i Genesis è sempre meglio che imitare i Sex Pistols. Suggestioni del nome. Suggestioni errate, questo esordio dei finlandesi Giant Hogweed Orchestra è un bel disco strumentale ma non c'entra nulla con i Genesis nè con il new prog. Un breve intro alla chitarra acustica ("arabia") e si arriva subito agli 11 minuti di "spiralj", inizio improvvisativo che introduce una lenta ed ipnotica jam con intrecci di chitarre e flauto sullo sfondo, effetti space di complemento, sezione ritmica dagli inserti sempre congrui conducenti il lento incedere del brano. Vengono in mente i Porcupine Tree psichedelici (e di conseguenza i Pink Floyd), con in più il valore aggiunto del flauto che spinge le lancette indietro di qualche decennio, oppure i Clearlight Simphony o i Djam Karet meno furibondi. Davvero un bel pezzo. Nella successiva "Terastulli" (9 minuti) il clima non cambia, anche se il brano è più tirato, con assolo centrale di chitarra molto frippiano seguito da un assolo di tromba incerto tra Miles Davis e Mark Ischam , e forse si perde inconcludentemente in qualche artificio effettistico di troppo. Rallentiamo con i 4 minuti di "pelham", praticamente uno strumentale rubato ai Camel specie nell' uso del flauto. Poi arriva la suite, "halogen". Quasi 20 minuti di psichedelia chitarristica, ipnotica, lisergica, in progressione, con reminiscenze pure californiane (Grateful Dead), con un flauto lacustre a dilatare ulteriormente ad una dimensione immaginifica il pezzo, che sfocia poi in una parte più fusion con le tastiere in primo piano e la chitarra che assume un ruolo ritmico. Breve chiusa all' acustica speculare all' inizio. Bel disco, intenso, ben suonato e registrato, con un sound che guarda al passato senza per questi essere ricoperto di muffa. Consigliatissimo.

(Michele Chiusi)

Track list:

1. ARABIA 2. SPIRALIJ 3. TERASTULLI 4. PELHAM 5. HALOGEN 6. EXIT