Campo di Marte

Concerto zero - Live 1972/2003

Vinyl Magic/BTF - 2003

 

Quando incominciavo a gustare le prime note progressive anche i CAMPO DI MARTE erano considerati in quanto a rarità come uno dei gruppi più ambiti dai collezionisti che del loro primo ed unico lavoro in studio omonimo risalente al 1973, e suddiviso in sette tempi, ne fecero un oggetto prezioso pari ad un lingotto d'oro. Più recentemente, nel 1994, fu edita una ristampa che portò l'arte del gruppo anche ai non collezionisti irriducibili. Personalmente ho sempre custodito gelosamente una vecchia cassetta registrata, dopo varie suppliche da un "old" progman genovese, fino ai giorni nostri in cui sono entrato in possesso dei due preziosi cd oggetto di questa recensione. I CAMPO DI MARTE (nome ispirato da una zona di Firenze ma anche riferito al dio marte che rappresentava la guerra, concetto a cui il gruppo era decisamente contrario) nascono nel 1971 in quel di Firenze ad opera del chitarrista e compositore ENRICO ROSA che indubbiamente, ma senza nulla togliere ai restanti musicisti, rappresenta il cuore e la mente del gruppo. Dopo la pubblicazione del lavoro d'esordio del gruppo si seppe poco o nulla. Come BERNARDO LANZETTI (ex AQUA FRAGILE e PFM più una lunga serie di semisconosciuti lavori Solisti) o DARIO MOLLO (chitarrista hard rock in passato con CROSSBONES poi con THE CAGE e VODOO HILL, dotato di un talento incredibile e che non ha certo ricevuto quanto meritava in quanto a riconoscenze artistiche nel nostro paese), anche ENRICO ROSA, continuò la sua attività di richiesto session man sia in italia che all'estero lavorando per i fratelli GIANNI e MARCELLA BELLA (come si sa l'attività di turnista spesso e volentieri non è rigidamente ancorata ad un genere specifico), ma le sue collaborazioni sono rintracciabili anche con artisti come TULLIO DE PISCOPO, ARES TAVOLAZZI e GIULIO CAPIOZZO questi ultimi due appartenenti alla grande famiglia dei sempre rimpianti AREA. La sua attività ha toccato anche paesi stranieri come la Danimarca dove ha collaborato con numerosi musicisti jazz locali ed insegnato in diversi conservatori musicali; in questo paese infine si trasferì a vivere, suonare ed insegnare musica effettuando parecchi concerti dove sviluppò e trasformò il suo amore per la musica classica adattandola al suo strumento. Collaborò anche con case costruttrici di strumenti provandoli live in numerosi seminari, inoltre per parecchi anni prestò la sua opera come strumentista ed arrangiatore presso un teatro a cui seguirono altre collaborazioni con artisti come JETTE TORP, TORBEN BOTKER BJORNSKOV, ORAZIO MAUGERI e FRANCOIS BAHU. Per quanto riguarda le incisioni extra CAMPO DI MARTE sono da segnalare PASSIONE & MUSICA del 2001 registrato con musicisti stranieri tra cui MATIN SASS ALEXANDER che in seguito lo ritroveremo nel "nostro" live dei riformati CAMPO DI MARTE. Del 2002 è il progetto ROSAE in compagnia di EVA ROSA, lavoro che mette in evidenza la sua passione per i compositori classici come VIVALDI e HANDEL un progetto per chitarra e flauto; sempre nel 2002 viene pubblicato TO THE HOLD FRIENDSHIP in compagnia del pianista FERDINANDO ARGENTI e EVA ROSA un lavoro dalle influenze jazz. La storia recente è scritta con la rifondazione del CAMPO DI MARTE voluta da ROSA e dal vecchio batterista MAURO SARTI ed una serie di concerti live (pare che nella formazione del 2004 sia segnalato alla batteria niente poco di meno che JAIME SALAZAR ex musicista dei grandi FLOWER KINGS; se la notizia risulterà fondata penso che ne sentiremo delle Belle). Questa rifondazione del gruppo è stata suggellata dalla pubblicazione di un doppio cd live che contiene due concerti registrati a 21 anni di distanza l'uno dall'altro (1972 e 2003), un operazione molto interessante in quanto mette a confronto due epoche musicali diverse e soprattutto dimostra come il talento di questo musicista sia migliorato nel tempo. Il primo cd è stato registrato nel 1972 a Firenze al The Space Electronic ed è composto di sole quattro composizioni il cui unico difetto è dato da un breve durata e da una resa sonora al limite dell'accettabile, ma in casi come questi bisogna rifarsi ad un commento che fece qualche anno fa sempre quel famoso "old" progman di cui prima che in occasione di una operazione del genere sugli HIGH TIDE disse: "non lamentiamoci del suono, bisogna solo ringraziare il cielo che qualcuno abbia pubblicato questa preziosa musica!!!". Il suono dell'epoca, prevalentemente strumentale, era caratterizzato da una base hard rock con chitarre basso e organo che all'unisono creavano un muro sonoro non da poco e con un uso live di una doppia batteria; a questo va aggiunta una predisposizione ad influenze jazzistiche e classiche in particolare nell'uso del flauto e del corno francese che rendevano la loro proposta più varia: esempio di tutto ciò e la traccia di apertura PROLOGO PARTE 2 (SETTIMO TEMPO) che con i suoi stacchi e i particolari arpeggi chitarristici del ROSA fa subito centro. La lunga ALBA (SECONDO TEMPO) è caratterizzata da una prima parte lenta e sognante con delle note di flauto molto evocativa sempre comunque su una base rock: in questo caso i suoni sono molto vicini ad alcune cose della scena psichedelica melodica statunitense dei primi anni 70 ma subiscono una variazione già dopo qualche minuto in quanto una tagliente distorsione di chitarra cambia "scenografia sonora". La chitarra di ROSA partendo da un semplice arpeggio sembra via via infuocarsi grazie ad una cascata di note incandescenti ma anche questo momento viene subito interrotto, i ritmi si fanno cadenzati e tenebrosi grazie anche ad un suono d'organo catacombale a cui vanno aggiunte le pesanti martellate ritmiche degli altri strumenti. La jam continura con momenti più fluidi e continui cambi di tempo in cui le strutture chitarristiche di ROSA ma anche quelle pregevoli dell'organista ALFREDO BARDUCCI di chiara ispirazione britannica si mettono in mostra al meglio in una delle suite più importanti della scena italiana progressiva. EPILOGO (QUARTO TEMPO) contiene un ottima performance chitarristica arpeggiata in stile classico che sembra venire fuori da una lezione al conservatorio in aggiunta ottimi anche gli interventi al flauto e ai cori degli altri musicisti che in questa maniera creano una magica armonia poi il brano prende la forma di una lenta rock song di quegli anni. Ancora grande classe. Chiude il primo cd PROLOGO PARTE 1 (QUINTO-SESTO TEMPO) che riprende i robusti schemi musicali hard progressive, un organo molto in primo piano che dona un alone inquietante alle atmosfere, la chitarra di ROSA che anche nelle ritmiche variegate risulta vincente. Composizione molto articolata ed elaborata che conferma la classe superiore del gruppo italiano. In sintesi ottima testimonianza artistica di un epoca che in quanto a creatività è ancora invidiata oggi. Il primo cd è stato registrato nel 1972 a Firenze al The Space Electronic ed è composto di sole quattro composizioni il cui unico difetto è dato da un breve durata e da una resa sonora al limite dell'accettabile, ma in casi come questi bisogna rifarsi ad un commento che fece qualche anno fa sempre quel famoso "old" progman di cui prima che in occasione di una operazione del genere sugli HIGH TIDE disse: "non lamentiamoci del suono, bisogna solo ringraziare il cielo che qualcuno abbia pubblicato questa preziosa musica!!!". Il suono dell'epoca, prevalentemente strumentale, era caratterizzato da una base hard rock con chitarre basso e organo che all'unisono creavano un muro sonoro non da poco e con un uso live di una doppia batteria; a questo va aggiunta una predisposizione ad influenze jazzistiche e classiche in particolare nell'uso del flauto e del corno francese che rendevano la loro proposta più varia: esempio di tutto ciò e la traccia di apertura PROLOGO PARTE 2 (SETTIMO TEMPO) che con i suoi stacchi e i particolari arpeggi chitarristici del ROSA fa subito centro. La lunga ALBA (SECONDO TEMPO) è caratterizzata da una prima parte lenta e sognante con delle note di flauto molto evocativa sempre comunque su una base rock: in questo caso i suoni sono molto vicini ad alcune cose della scena psichedelica melodica statunitense dei primi anni 70 ma subiscono una variazione già dopo qualche minuto in quanto una tagliente distorsione di chitarra cambia "scenografia sonora". La chitarra di ROSA partendo da un semplice arpeggio sembra via via infuocarsi grazie ad una cascata di note incandescenti ma anche questo momento viene subito interrotto, i ritmi si fanno cadenzati e tenebrosi grazie anche ad un suono d'organo catacombale a cui vanno aggiunte le pesanti martellate ritmiche degli altri strumenti. La jam continura con momenti più fluidi e continui cambi di tempo in cui le strutture chitarristiche di ROSA ma anche quelle pregevoli dell'organista ALFREDO BARDUCCI di chiara ispirazione britannica si mettono in mostra al meglio in una delle suite più importanti della scena italiana progressiva. EPILOGO (QUARTO TEMPO) contiene un ottima performance chitarristica arpeggiata in stile classico che sembra venire fuori da una lezione al conservatorio in aggiunta ottimi anche gli interventi al flauto e ai cori degli altri musicisti che in questa maniera creano una magica armonia poi il brano prende la forma di una lenta rock song di quegli anni. Ancora grande classe. Chiude il primo cd PROLOGO PARTE 1 (QUINTO-SESTO TEMPO) che riprende i robusti schemi musicali hard progressive, un organo molto in primo piano che dona un alone inquietante alle atmosfere, la chitarra di ROSA che anche nelle ritmiche variegate risulta vincente. Composizione molto articolata ed elaborata che conferma la classe superiore del gruppo italiano. In sintesi ottima testimonianza artistica di un epoca che in quanto a creatività è ancora invidiata oggi.

(Paolo Lacqua)

Track list:

cd 1 (concerto 1972)
1) PROLOGO PARTE 2 2) ALBA 3) EPILOGO 4) PROLOGO PARTE 1

cd 2 (concerto 2003)
1) PRIMO & SETTIMO TEMPO 2) BACK IN TIME 3) BLUESY ROCKY 4) ITALIAN IRISH 5) SECONDO TEMPO 6) TERZO & QUARTO TEMPO 7) ROCK BAROCK 8) OUTRO JULY THE 12TH'03

Formazione:

cd 1 (concerto 1972)
ROSA ENRICO: CHITARRA-VOCE
URSILLO PAUL RICHARD: BASSO-VOCE
BARDUCCI ALFREDO: ORGANO-CORNO FRANCESE-FLAUTO
SARTI MAURO: BATTERIA-FLAUTO-VOCE
MARCOVECCHIO CARLO: BATTERIA-VOCE

cd 2 (concerto 2003)
ROSA ENRICO: CHITARRA-VOCE
ROSA EVA: FIATI
MATIN SASS ALEXANDER: SYNTH-PIANO-ORGANO
SARTI MAURI: BATTERIA
ROSSI MAURILIO: BASSO