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Alkemy Da 63 project Unicorn records - 2004 |
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Potremmo chiamarla hard-fusion la musica degli Alkemy. Riferimenti, per chi li ama, in Liquid tension experiment, Dream Theater, Steve Vai, Allan Holdsworth, Finneus Gauge. Basso che slappa, chitarrista che deve aver passato ore ad ascoltare Petrucci, Vai e Holdsworth, alternanza, a volte anche un pò schozofrenica, di riff granitici tipici dei (peggiori?) Dream Theater con digressioni finto-jazz con piano elettrico in evidenza e tentativi di melodie oblique e sfuggevoli. Tutto molto corretto, a parte il cantante anonimo, l'aspetto hard è comunque prevalente e e il chitarrista è l'assoluto protagonista con assoli e incisi a tratti efficaci. Ma si tratta in fondo di imitatori maldestri e dopo un po' di rotear di spade, velleità artistiche e onanismi solisti il tedio ci assale e francamente fatichiamo non poco a resistere a più di un'ora di 'sta roba, anche perché il cantante ha poca voce, un brutto timbro e poco patos e rende sgradevoli anche le non moltissime cose buone. Pezzi tra l'altro tutti molto anonimi di limitata vena compositiva. Si è ascoltato anche di peggio ma consiglierei questo disco solo ai fanatici dei riferimenti sopradetti. Track list: 1. UNDERWATER 2. TURTLE SOUP 3. ON THE VERY DAY 4. SICK SEEKERS 5. LEAVING FUTURE PT 1 6. LEAVING FUTURE PT 2 7. WITHIN MY PRISM 8. FIRST PERSON DREAMER 9. DIFFERENT LOOK 10. INNER PULSE 11. MY EYES |
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