Metaphor

Entertaining thanatos

autoproduzione - 2004

 

Continuo a leggere molto bene dei Metaphor ma non riesco a capacitarmi del perché. Forse è colpa mia. Non mi era piaciuto il loro disco di esordio e non andiamo meglio con questo "Entartaining thanatos". Progressive come da copione incentrato sul binomio chitarra/tastiere, tendenzialmente lontano da sbavature aggressive o solisistiche, a volte mi sembrano una versione soporifera dei connazionali Discipline. I pezzi non sarebbero da buttare (neanche imprescindibili però) il fatto è che non decollano mai né armonicamente né strumentalmente, c'è pure qualche tentativo fuori dal coro (ad esempio il quinto pezzo "call me old and uninspired or..." si avvicina al RIO), c'è pure l'immancabile suite ("yes and no"), però non ci sono guizzi, soluzioni che facciano alzare la testa. Tutto scorre in un lago di noia, certe soluzioni teatrali del cantante sono francamente discutibili, il bagaglio tecnico del gruppo mi sembra molto limitato così come quello espressivo, si avverte chiaramente una scarsa fluidità compositiva ed esecutiva, tutto risulta macchinoso e faticoso, a volte mi sembra di riascoltare certi gruppi italiani degli 80, simpatici e poco più, come gli Edith o gli Arcansiel. Francamente un disco privo di interesse.

(Michele Chiusi)