Fuzzy Duck

same

Repertoire - 1971

 

I Fuzzy Duck sono un piccolo cult e il loro unico disco omonimo mi risulta essere un piccolo cult tra gli appassionati di una certa scena proto-progressive. Non li avevo mai ascoltati e mi ci sono avvicinato con curiosità ricavandone però una piccola delusione. Otto brani (più 4 bonus track aggiunte al cd) di durata media in cui l'unico elemento progressivo è la presenza di un onnipresente organo a dilatare e sottolineare, in maniera in vero spesso efficace, le linee di sviluppo dei brani dominate dalla chitarra elettrica spesso su territori proto-hard e dalla vocalità corretta quanto anonima del cantante. Non mancano bei momenti, il gruppo è molto compatto e concreto però il clima dei brani è fin troppo uniforme con la chitarra che spara riff a ripetizione e l'organo che volteggia imperterrito e inelluttabile sulla granitica sezione ritmica; mancano significativi cambi di atmosfera, soluzioni musicali che vadano oltre un compito ben eseguito (e alla fine il tedio ci assale). Per completisti dei '70.

(Michele Chiusi)