French Tv

#3 Virtue in futility

Pretentious Dinosaur Records - 1994

 

Archiviato l'omonimo debut album (1984) e il successivo "After a lengthy silence" (1986, disco celebre per la presenza, solo sulla ristampa Mellow Records, di una cover d'eccezione: "A tab in the ocean" dei Nektar), devono passare quasi dieci anni prima che la band di Lousville torni sulle scene. "Virtue in Futility" (1994) è l'album che di fatto rilancia il gruppo americano all'attenzione del pubblico e della critica. Il bassista Mike Sary, leader incontrastato della band, abbraccia e applica alla perferzione il concetto di "gruppo aperto", coinvolgendo nelle registrazioni oltre dieci musicisti diversi, tra cui un violinista, un trombettista e due sassofonisti, anche se l'ossatura dei pezzi è sempre appannaggio dei due membri storici Fenner Castner (batteria) e Artie Bratton (chitarre). Si parte alla grande con "Real Executioner", uno dei pezzi più amati dai fan del gruppo: le ritmiche spezzate, l'accento posto sui controtempi di batteria e sui fraseggi di chitarra richiamano da vicino le atmosfere dei migliori Djam Karet. La sensazione è che il songwriting di Sary si sia decisamente evoluto durante gli anni successivi a "After a lengthy silence": le partiture suonano decisamente più rigorose e compatte rispetto agli esordi, grazie anche a una migliore qualità dell'incisione. Rimane comunque l'imprevedibilità degli esordi, anche se le variazioni di stile e di atmosfera sembrano delinearsi più tra un pezzo e l'altro che all'interno dei singoli brani. Dopo l'inizio aggressivo di "Real Executioner", infatti, con "Clanghonkweet" veniamo traghettati in un ambito musicale a metà tra un minuetto classico, un brano della PFM e una danza tradizionale irlandese, con il violino e il pianoforte a farla da padrone. "The Family..." e "I'm whining..." recuperano invece un feeling marcatamente jazzy, con i classici unisoni di vibrafono e basso che già caratterizzavano alcuni momenti dei precedenti album e le parti aperte all'improvvisazione del gruppo e dei vari strumentisti (da notare la presenza di sax, clarinetto e tromba). Con "Empate" l'atmosfera diventa più fusion e sostenuta, grazie a una serie di bei riff di basso e chitarra, vicini ai lavori di Allan Holdsworth e Bill Bruford. "Friends in high places" è invece un momento di rottura abbastanza radicale rispetto al resto dell'album: otto minuti di spezzoni di discorsi dei vari presidenti degli Stati Uniti assemblati su una base oscura di batteria elettronica e tastiere. "E' un brano che molti critici hanno odiato" - rivela oggi Mike Sary - "ma a mio avviso contiene una serie di suggestioni su cui gli ascoltatori avevano bisogno di riflettere". L'album si chiude con i dodici minuti di "Slowly I turn...", brano che sintetizza idealmente i contenuti dell'intero album attraverso le sue atmosfere inizialmente rarefatte e jazzate, squarciate da un lungo solo di sax, e la coda con gli unisoni spezzati di chitarra e basso ben accompagnati da una batteria rigorosa e incisiva. "Virtue in Futility" sembra essere l'album dei French TV preferito dai fan, e in effetti è anche il mio preferito". Parola di Mike Sary.

(Paolo Carnelli)