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Focus Moving waves Red Bullet - 1972 |
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Divenuta nel tempo la più famosa prog band olandese, i Focus potevano contare sull'apporto creativo dei fondatori Thijs Van Leer e Jan Akkerman, musicisti dall'ottimo e variegato bagaglio tecnico, con propensione per uno stile melodico morbido ed accattivante. Il gruppo esordisce con l'album "In and Out of Focus" ('70) già di ottimo livello, in cui spiccavano brani come "House of the king" e "Focus", i quali davano la misura di una musica interamente strumentale dove il gusto per costruzioni melodiche ricercate ma sempre fruibili si sposava ad un lato esecutivo mai esasperato ma, all'occorrenza, persino virtuoso. Con la pubblicazione di "Moving Waves" alla fine del 1971, la band perfeziona ulteriormente la sua formula compositiva, realizzando quello che rimane probabilmente il suo miglior lavoro di sempre. Il disco sia apre sulle note del grande hit "Hocus Pocus", trainato da uno dei riff di chitarra più ispirati di Akkerman ed inframmezzato dagli enfatici vocalizzi in stile jodel di Van Leer, il quale si esibisce anche in divertenti spot di synth e flauto per uno dei brani più bizzarri e creativi che il movimento prog abbia mai prodotto. Continua l'ascolto e si rimane ammirati dal breve intermezzo di "Le clochard", dove chitarra acustica e mellotron dettano una melodia tanto semplice quanto commovente. "Janis" e "Focus II" sono ancora due classici strumentali, piccoli affreschi melodici venati di impalpabile malinconia, i quali celano dietro la loro apparente semplicità il talento di chi con poche note sa arrivare al cuore di chi ascolta. Una menzione a parte merita certamente la titletrack, per soli piano e voce, risultando, pur nella sua brevità e sfuggevolezza, uno dei brani più lirici e visionari che abbia mai ascoltato, uno stralcio di evocativa poesia sospeso nel tempo cui non giovano parole e considerazioni ma solo grande riverenza. Ci sarebbe già di che essere sazi ma il programma propone in chiusura i ventitré minuti di "Eruption", in cui tutti gli elementi del Focus sound confluiscono, ed è di nuovo grande musica: dal progressive puro di "Orpheus" ed "Answer" alle struggenti linee chitarristiche di "Tommy" fino ad arrivare alla splendida melodia per flauto di "Euridice", la suite coinvolge ed incanta, regalando all'ascoltatore momenti di irripetibile suggestione. Ed è forse questo l'aspetto saliente di questa opera, la sua capacità di far provare emozioni, di concepire la musica come veicolo e non come estetico autocompiacimento. Nella noia dalle centinaia di dischi odierni fatti di inutili ed inconcludenti tecnicismi, opere come "Moving Waves" continuano a rappresentare un rifugio sicuro cui ricorrere per riconciliarsi con la musica. Il messaggio è quindi chiaro, almeno per quei pochi che ancora non abbiano avuto la ventura di imbattersi in questa band per loro od altrui mancanza. Fate vostro "Moving Waves" e certamente vi troverete a ricercare altri album di questo grande e sottovalutato gruppo ("Focus III" ed "Hamburger Concerto" sono anch'essi da non mancare). (Giampiero Evangelista) Tracklist: 1. Hocus Pocus (6:42) - 2. Le Clochard (2:01) - 3. Janis (3:09) - 4. Moving Waves (2:42) - 5. Focus II (4:03) - 6. Eruption (23.04) Formazione: Thijs Van
Leer - Tastiere, Flauto, Voce |
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