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Divae Determinazione Progressivamente - 1995 |
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Ricordo di aver letto un ottimo articolo pubblicato su NOBODY'S LAND N°8 (del novembre 1996 a cura di FRANCESCO ANDREANI) che faceva il resoconto del festival progressive chiamato PROGRESSIVAMENTE curato da GUIDO BELLACHIOMA e svoltosi a Roma nel settembre dello stesso anno dove si alternarono sul palco artisti come LE ORME, i METAMORFOSI, il BALLETTO DI BRONZO, i CITTA' FRONTALE ed il BANCO DEL MUTUO SOCCORSO. In quell'articolo si faceva cenno anche ad una interessante band romana chiamata DIVAE che solo un anno prima aveva pubblicato il suo esordio musicale chiamato DETERMINAZIONE, anche se era da parecchi anni che i musicisti del gruppo erano "on the road". Al momento questo cd è anche l'unico lavoro di mia conoscenza inciso dai sei musicisti. Finalmente dopo essere riuscito ad ascoltare bene (prima della copia in cd avevo la classica cassetta riciclata che dopo due ascolti risultò quasi inascoltabile) il loro album posso dirVi che mi ritengo soddisfatto del loro operato artistico, che seppur pagando diversi tributi sia al progressive italiano degli anni 70 che alla corrente new progressive degli anni 80 inglese senza comunque dimenticare alcuni incursioni nel metal progressive più recente, ho trovato parecchio interessante a livello esecutivo (forse per meglio bilanciare avrebbero dovuto curare un po' meglio il fattore originalità che comunque come per loro vale per parecchi altri artisti; e poi siamo onesti se dovessimo guardare questo discorso finiremmo per ascoltare i soliti 10 lavori realmente originali e innovativi quindi...). Il loro suono risulta si articolato in vari passaggi quasi tutti contraddistinti da un suono potente e diretto di tutti gli strumenti che conferisce un senso di apertura alle loro composizioni. La loro interessante tecnica comunque non è di quella cervellotica conferendo all'ascolto un certa scorrevolezza che alla lunga risulta molto piacevole. Delle nove composizioni tutte opera del gruppo tre sono strumentali. e la loro durata varia da un minimo di quattro minuti fino ai lunghi 12 del pezzo finale. Il pezzo strumentale iniziale E CON IL MATTINO TORNERANNO GLI EROI grazie agli accordi delle due tastiere di VANTINI e DI FRANCESCO risulta essere molto ad effetto con un forte alone arioso e sinfonico; è proprio sulla base tastieristica che si mettono in evidenza anche gli altri musicisti, la sezione ritmica di UGO VANTINI e AMICI suona libera di creare degli abbellimenti sonori che sicuramente non guastano nel contesto. Un intro prepotente creato da delle fitte trame di tastiere e chitarra caratterizza LIBERO composizione giusto a metà tra prog sinfonico e jazz rock, molta tecnica ma di facile assimilazione. A sorpresa si viene rapiti da una apertura classicheggiante di piano e voce che ci riporta improvvisamente agli antichi fasti del nostro rock progressivo dei 70 in questo nuova veste viene fuori un breve solo di chitarra molto pinkfloidiano di DRAGOTTO MORALEDA che riporta nuovamente la composizione sulle precedenti coordinate. La successiva ROBIN HOOD dona un po' di calma con quel suo andamento da canzone a forti sinfoniche progressive che conferiscono quel tocco che differenzia la semplice canzone cantautorale da quella invece proposta da artisti che curano maggiormente anche l'aspetto musicale: a differenza di qualche altro recensore ho trovato interessante anche il testo così pieno di doppi sensi, nel finale si può ascoltare un bel solo di tastiere. La seconda composizione strumentale dal titolo chilometrico "GARGANTUA BESTEMMIA DIO E VIENE TRASFORMATO NEL GIGANTE DI PIETRA POSTO GUARDIA DELLA TANA DEL DRAGO DI ALTOMONTE..DA DOVE IL SUO SGUARDO SCRUTA L'ORIZZONTE PER L'ETERNITÀ SINO AL DORATO MARE DI SIBARI" vede la presenza come ospite del grande GIANNI LEONE del BALLETTO DI BRONZO nel solo di synth, composizione molto fluida che alterna momenti più incisi e sinfonici (grazie a delle tastiere veramente imponenti) con alcuni inserti più d'atmosfera molto vicini al jazz rock; in questo brano si può ascoltare un ottima prova di gruppo dove tutti gli strumenti pur conservando la linearità del pezzo si mettono in evidenza con i loro ricami musicali: insomma è il caso di dire che vi è spazio per tutti. REGINA DELLE FATE viene aperta da un richiamo tastieristico dai toni regali e sinfonici; lo stesso prende forma con l'aggiunta degli altri strumenti in particolare con la linea melodica della chitarra di DRAGOTTO MORALEDA, che richiama i CAMEL e certe cose dello STEVE HACKETT Solista. A questa parte strumentale si contrappone una sezione in cui il cantato di COSTANZO porta la band in territori musicali vicino al cantautorato di classe. Il finale riserva ancora delle emozioni con una splendida cavalcata dove i musicisti danno una loro interpretazione del prog sinfonico in questo caso veramente ben riuscita. Si continua su livelli più che buoni con FRAMMENTI dai toni hard rock in cui la voce espressiva e potente nelle note alte di COSTANZO viene messa in bella mostra; musicalmente poi il brano si infittisce nelle sue trame sonore in cui vi è un alternanza di sonorità dure e più rilassate. La lunga (più di otto minuti di musica) DETERMINAZIONI OGGETTIVE ? DETERMINAZIONI SOGGETTIVE ! risulta una delle composizioni più libere per quanto riguarda le strutture musicali dato il suo alto numero di stacchi e contro-stacchi dalle differenti tonalità in cui si possono ascoltare richiami a diversi generi. Forse alla lunga risulta un po' prolissa ma comunque apprezzabile per la grande perizia tecnico strumentale in fase esecutiva. La più contenuta e meno contorta VENTO CHE VA mostra l'aspetto più tranquillo della band romana una sorta di ballata di strada carica di malinconia e speranza, in questa composizione è da segnalare la preziosa collaborazione alla voce del mitico LINO VAIRETTI(OSANNA) e al flauto di JERRY CUTILLO che dona al brano molta magia sonora nel finale strumentale. La chilometrica (più di dodici minuti) e complessa IL RITORNO DEL GIGANTE GENTILE oltre ad avere influenze facilmente intuibili dal titolo consacra l'aspetto più tecnico e criptico della band sempre e comunque ricco di cambi di situazioni come ad esempio il bellissimo passaggio sinfonico suonato in maniera lenta e rilassante che si alterna a parti più pirotecniche a livello strumentale ed anche a soluzioni più sperimentali dove il richiamo a MIKE OLDFIELD "belle epoque" è evidente. Composizione molto avventurosa e ben riuscita che ci congeda con una band che ha saputo creare un ponte tra passato presente e futuro tanti sono gli elementi musicali trattati in questo lavoro. Interessante anche a quasi 10 anni dalla sua pubblicazione, sicuramente da non trascurare. (Paolo Lacqua) Track list: 1) e con il mattino torneranno gli eroi 2) libero 3) robin hood 4) gargantua bestemmia dio e viene trasformato nel gigante di pietra posto guardia della tana del drago di Altomonte.. da dove il suo guardo scruta l'orizzonte per l'eternità sino al dorato mare di Sibari 5) regina delle fate 6) frammenti 7) determinazioni oggettive?-determinazioni soggettive ! 8) vento che va 9) il ritorno del gigante gentile (-il ritorno -principessa narda -il tempio -l'ultima battaglia -un giorno, un amico -addio gigante)
Formazione: DI FRANCESCO
Enzo: hammond-synth-mellotron-pianoelettrico Musicisti ospiti: BERNARDINI
Michela cori
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