|
|
Cathedral Stained glass stories Syn-phonic - 1978 |
|
|
La prima domanda che mi frulla per la testa mettendo il cd per l'ascolto è come mai un album del 1978 esce soltanto nel 1991 e lo sto ascoltando nel 2004? Ahimè la risposta si trova proprio fra i brani di questo gruppo americano, scomparso dopo questo "stained glass stories" senza più lasciar traccia. Avrà venduto questo lavoro nel 1978? Non credo. Perché allora non farlo uscire da un polveroso archivio negli anni 90 dove non sfigura certo in mezzo ad altri lavori contemporanei, anzi con la curiosità di un lavoro appartenuto alla golden age dei 70, di copie ne potrà certo vendere qualche migliaio ad un costo molto più contenuto. Lavori contemporanei (o quasi) dicevamo...da sempre ci sono stati musicisti geni ed altri meno; se in passato i geni si accostavano a questo genere musicale negli anni successivi non è stato così e moltissimi bravi esecutori si sono accostati al progressive rock pensando che fosse sufficiente sfoderare una buona tecnica per fare un cd. I Cathedral appartengono, a mio parere, a quest'ultima categoria pur avendo la sfortuna (!!) di comporre negli anni 70. La composizione musicale è latitante, brani molto lunghi il cui assemblaggio sembra fatto casualmente. Impossibile giudicare la voce solista; le melodie vocali sono così mediocri che non saprei dire se abbiamo di fronte un bravo cantante o meno. Buona tecnica invece per i musicisti, tra cui emerge il bassista Fred Callan capace di parti mai banali con uno stile molto simile a Chris Squire (il suono tra l'altro sembra proprio quello di un rickenbacker). I suoni utilizzati dalle tastiere sono quelli classici, Hammond ma soprattutto Mellotron usato in abbondanza, molto piacevole da ascoltare soprattutto nel 21° secolo in cui di occasioni non è che ce ne siano poi molte. I brani come abbiamo detto non eccellono, l'unico che ha il pregio di una scrittura più rigorosa e, perché no, brillante è "The crossing" con tra l'altro un intro corale molto piacevole. Per concludere è un album che probabilmente potrà piacere a chi ama molto gli Anglagard (non aspettatevi però la stessa qualità), mentre sarà più difficile da digerire a chi ama un prog prettamente melodico. (Pierfrancesco Drago) Tracklist: Introspect (12:35) / Gong (7:00) / The Crossing (5:55) / Days and Changes (8:35) / The Search (11:20) Formazione: Mercury
Caronia IV - drums and percussion |
||