|
|
Satellite A street between sunrise and sunset Metal Mind Records - 2003 |
|
|
Il progressive polacco ha vissuto negli anni 90 il suo momento di gloria grazie soprattutto all'opera di tre band che sono riuscite a guadagnarsi un certo seguito tra gli appassionati realizzando album di ottimo livello artistico. Sto parlando, ovviamente, di Collage, Quidam e Lizard, band i cui dischi non dovrebbero mancare in una discografia prog che si rispetti. Proprio ai Collage sono direttamente collegati questi Satellite essendo stati concepiti in origine come progetto solista di Wojtek Szadkowski che dei Collage è il batterista storico nonché uno dei principali compositori di musiche e testi. Partito piuttosto in sordina e senza troppe pretese nel 2000, complice anche una crisi della band principale, il gruppo si è presto allargato ad altri membri dei Collage includendo nelle sue fila il cantante Robert Amirian, il chitarrista Mirek Gil e il tastierista Krzysiek Palczewski. Anche dal punto di vista stilistico la continuità con i Collage è pressoché totale trattandosi di un album di purissimo new prog (di scuola Marillion) che sembra essere il diretto successore del bellissimo "Moonshine". Se alcuni di voi staranno già storcendo il naso preciso subito che si tratta di new prog di quello "buono", della miglior fattura possibile, e lo preciso anche se non bisognerebbe dimenticare che in un genere pur così inflazionato e criticato sono stati prodotti, e si continuano tutt'oggi a produrre, album bellissimi (anche se sempre più di rado, lo ammetto…). "A street between sunrise and sunset", presenta quindi le caratteristiche tipiche del genere: lunghe suite alternate a brani di durata minore tutti indistintamente caratterizzati da bellissime melodie, atmosfere sognanti ed eteree, arrangiamenti raffinati, suoni curatissimi. Lustro ancora maggiore all'opera lo danno il cantato intenso e sofferto di Amirian, gli assoli melodici e ricchi di pathos di Gil, degno erede del Rothery dei bei tempi andati, le ispirate tastiere di Palczewski che alterna tappeti (anche di Mellotron) ad assoli che ricordano gli anni in cui Mark Kelly ancora riusciva a scaldarci il cuore. A questo proposito, avendo citato Kelly e Rothery, va sottolineato come i Satellite intendano omaggiare la loro principale fonte di ispirazione anche mediante il bellissimo artwork del cd, opera di Mark Wilkinson, artista che diede il suo contributo al successo dei Marillion caratterizzandone l'iconografia grazie a una serie di copertine di album e singoli tra le più belle mai realizzata e non solo in campo progressive. Per concludere credo sia ovvio a chi consigliare questo cd: ci si potranno avventare ad occhi chiusi tutti quelli che pensano che nel new prog ci sia ancora qualcosa da dire o i nostalgici che sono comunque rimasti indissolubilmente legati al periodo in cui i Marillion infondevano negli appassionati di prog la speranza che il genere potesse vivere una nuova stagione di successi. Gli altri decidano pure liberamente ma poi non dicano che non erano stati avvertiti… Track list: 1. The Evening Wind (12:45), 2. On The Run (14:51), 3. Midnight Snow (4:59), 4. No Disgrace (5:34), 5. Not Afraid (3:55), 6. Now (10:13), 7. Fight (4:29), 8. A Street Between Sunrise And Sunset (11:18), 9. Children (3:56) Formazione: Robert Amirian
- voice Musicisti ospiti: Maciek Meller
(Quidam) - guitar |
||