Ñu

Cuentos de ayer y de hoy

BMG - 1978

 

Ne avevo sentito parlare molto bene come vera e propria istituzione del rock spagnolo e l'ascolto di questo loro album ha materializzato dentro di me quelle che alla fine dei conti erano solo delle voci bene auguranti. La formazione spagnola dei Ñu, ancora in attività almeno fino al 2002, ha alle sue spalle una lunghissima carriera musicale caratterizzata da numerosissimi cambi di formazione e di etichette discografiche ma con un unico comune denominatore vale a dire il leader fondatore JOSE' CARLOS MOLINA unico musicista ad aver suonato in tutti i lavori della band iberica. Le loro origini risalgono al lontanissimo 1975 da allora fino al 2002 hanno inciso e pubblicato la bellezza di 18 lavori, live e raccolte incluse, a cominciare dall'esordio e oggetto della recensione CUENTOS DE AYER Y DE HOY (78), A GOLPE DE LATIGO (80), FUEGO (83), ACORRALADO POR TI (84), il doppio live NO HAY NINGUN LOCO (86 che è stato giudicato da alcuni critici alla pari dei grandi album live di band come DEEP PURPLE, JETHRO TULL, THIN LIZZY, URIAH HEEP, UFO e via dicendo), EL MENSAJE DEL MAGO (87), VAMOS A LIO!!! (88), DOS ANOS DE DESTIERRO (90), IMPERIO DE PALETOS (92 registrato dal vivo), LA DANZA DE LAS MIL TIERRAS (94), 1975-1995 VEINTE ANOS Y UN DIA (95) raccolta con rielaborazioni di vecchi cavalli di battaglia e rarità di varia natura, LA TABERNA ENCANTADA (94 interamente acustico seguito dalla riproposizione live con LA NOCHE DEL JUGLAR del 1998, CUATRO GATOS (00), COLECCION (01) probabilmente una raccolta, nel 2002 sono segnalati addirittura tre lavori!!! REQUIEM, ESPERADO ed infine TITERES. Ma torniamo al loro esordio del 1978 (anno atipico per un capolavoro di questo tipo in quanto era il periodo dove a regnare erano solo la disco music e l'altra faccia della stessa medaglia, il punk). Voglio precisare che al momento di questa recensione risulta essere l'unico album che ho ascoltato della formazione iberica e di cui comunque spero vivamente di accrescere la lista degli ascolti. Nella loro musica, che offre una base indiscutibilmente hard rock (dove per base intendo chitarra/basso/batteria), i NU hanno saputo fondere elementi acustici che oltre alla chitarra vedono il flauto e il violino spesso e volentieri protagonisti e non gregari senza comunque disdegnare pregevoli passaggi classicheggianti: ne risulta quindi un suono massiccio che scuote l'ascoltatore, alternato comunque da splendidi momenti melodici e sognanti (sulla stessa lunghezza d'onda di quelli ascoltati nell'esordio di EDUARDO BORT). Il suono comunque ha un impronta live quindi risulta molto sanguigno e spontaneo. CUENTOS DE AYER Y DE HOY è aperto da PROFECIA brano di hard rock regale e imponente con chitarre e violino che creano una vera e propria muraglia sonora inframezzati dal cantato molto evocativo e acuto di MOLINA (nel timbro mi ricorda il primo GEDDY LEE dei RUSH), accompagnato da arpeggi chitarristici ed un violino più tranquillo: un ottimo biglietto da visita. PREPARAN prosegue sulle stesse coordinate con la sola differenza di durare qualche minuto di più e forse possiede un aspetto ancora più evocativo e sinistro. Il violino di JEAN FRANCOIS ANDRE' risulta essere prezioso sia a livello ritimico che solista (in maniera ancora più accentuata), in questo caso accompagnato dall'alternarsi del fluato di MOLINA; queste composizione faranno la gioia di tutti gli amanti di band come JETHRO TULL, HIGH TIDE e CURVED AIR senza dimenticare comunque i nostri P.F.M. e BALLETTO DI BRONZO di YS. Più vicino al semplice rock'n'roll è ALGUNOS MUSICOS FUERON NOSOTROS malgrado un breve intro classicheggiante; ovviamente anche in soluzioni apparentemente semplici sono la bravura e il gusto dei musicisti a fare la differenza. Interessante infatti risulta la fase centrale più pacata e melodica. Il finale è poi un esplosione di solo di chitarra e armonica. Il brano che da il titolo al lavoro apre una trilogia da antologia: il primo riprende i temi duri e decisi dei primi brani con un'altra prova notevole tra intrecci sonori di violino flauto sia in contesti più tirati che più lenti e ricercati dove viene messe a luce viva tutti la passione dei musicisti verso forme musicale classiche come se fossero delle danze di corte ma in questo caso riadattate alla preziosa cultura popolare e non regale tanta è la crudezza e la rabbia con cui viene eseguita questa musica (quindi immaginatevi non dei candelabri ad illuminare queste danze notturne ma dei grossi falò in mezzo alla strada). Ma è solo questione di pochi attimi ed il suono riprende fuoco e il muro sonoro dei NU viene di nuovo fuori. EL JUGLAR coi suoi otto minuti invece mostra un'altra sfaccettatura della loro musica, quella più acustica e sognante con dei bellissimi accordi di chitarra impreziositi da belle melodie di flauto tanto da creare una ballata senza tempo. Il brano poi prende corpo e si trasforma in pura roccia grazie a delle linee musicali incredibili di chitarra elettrica davvero pesanti degne della migliore scuola hard rock. Interessante quindi la fusione di due situazioni sonore così differenti. Il finale elettroacustico è tutto appannaggio del flauto di MOLINA che sa far uscire dal suo strumento un numero molto alto di emozioni indescrivibili: grande musica. Chiude la lunghissima, più di nove minuti, PARAISO DE FLAUTAS dove a caratterizzare la parte iniziale troviamo un bellissimo intreccio sonoro che vede da una parte chitarre arpeggiate e flauto intenti a tessere delle ottime melodie e dall'altra la sezione ritmica che spezza i ritmi con delle soluzioni in controtempo al limite del jazz rock molto vicine ai primi GOBLIN. Poi il tutto si amalgama e si trasforma: pesanti sferzate di chitarra dettano gli stacchi che poi caratterizzeranno una parte del brano che è comunque molto articolato e imprevedibile, probabilmente il vertice del lavoro. Molto atmosferica risulta la parte cantata sostenuta anche da un tappeto di mellotron notevole dove e ancora il flauto, ora più ricercato, a farsi ammirare trasportandoci in mondi fantastici dove sono la tranquillità e l'armonia a regnare sovrane. Il finale comunque rialza il tiro sfoderando un solo di chitarra elettrica non da poco poi ancora melodia che sfuma lentamente questa fantastica suite. Una band questi Ñu da seguire attentamente in quanto col suo esordio è riuscita e scrivere una pagina memorabile nella storia dell'hard rock progressivo più intelligente. L'uso del flauto facilmente potrebbe accomunare la formazione ai grandi maestri JETHRO TULL ma secondo me questi musicisti vivono di luce propria al di là di qualche piccolo tributo, pagato ai grandi caposcuola, inevitabile per tutti quanti fanno musica.

(Paolo Lacqua)

Track list:

1) PROFECIA 2) PREPARAN 3) ALGUNOS MUSICOS FUERON NOSOTROS 4) CUENTOS DE AYER Y DE HOY 5) EL JUGLAR 6) PARAISO DE FLAUTAS

Formazione:

MOLINA Josè Carlos (voce/flauto/tastiere/harmonica)
BALLESTREROS Enrique (batteria)
GARCIA Josè Maria (chitarre/mellotron)
CALVO Jorge (basso)
ANDRE' Jean Francois (violino)