Eduardo Bort

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East West - 1974

 

Interessante progetto musicale questo del chitarrista/cantante EDUARDO BORT, proveniente dalla Spagna ed autore di 2 lavori (almeno questi sono quelli di mia conoscenza): l'omonimo, oggetto della presente recensione, pubblicato nel 1974, e SILVIA del 1983. EDUARDO BORT mette subito in evidenza un cantato in inglese ed un impronta musicale decisamente derivativa da una certa scuola statunitense dedita a fondere elementi melodici ed acustici con begli intrecci vocali di grandi effetto. Le parti chitarristiche, in particolar modo nei solo, risultano decisamente acide e psichedeliche mentre dolci e sognanti risultano quelle acustiche. Importante è poi la struttura generale dei brani che nelle sensazioni che sprigiona porta la musica del gruppo ad avvicinarsi parecchio ad un certo tipo di rock sullo stile di quello dei primi JOURNEY del maestro chitarrista NEAL SCHON (è vero che pubblicarono il loro esordio discografico dopo questo lavoro ma è anche vero che suonavano dal vivo già dal 1973). Per completare il quadro generale di presentazione della musica di questo progetto musicale si possono anche segnalare dei fraseggi di tastiere molto particolari che donano un senso siderale alla musica. Le linee vocali in alcuni casi cantate in falsetto sono più che buone e donano all'insieme sonoro ancora più oniricità. In sintesi non aspettatevi quindi una musica che ricordi i ritmi e le essenze sonore della penisola iberica, i nostri musicisti almeno per questo lavoro hanno avuto come punto di riferimento altre cose pur comunque avendo prodotto un insieme di composizioni interessanti nonché affascinanti ed avvolgenti e naturalmente strutturate in modo da dare spazio ad eventuali jam (quindi "aperte" come mi piace definire questo tipo di concezione compositiva). Si incomincia con la mini suite THOUGHTS "PENSAMIENTOS" parte 1 & 2 per un totale di 8 minuti scarsi ed è subito una serie di accordi di chitarra acustica a farci sognare mondi lontani e pacifici; il brano mette subito in evidenza un forte gusto per la melodia ben sostenuto comunque anche da passaggi strumentali meno lineari, in particolar modo riscontrabili nelle parti tastieristiche. Dopo un solo di batteria che centra nel contesto della composizione come il cioccolato fuso sopra la sogliola, il brano muta forma ed assume un'ossatura decisamente più graffiante e dura per poi tornare alla magie acustiche del suo inizio (oltre ai JOURNEY mi sono venuti in mente i brani più soft e melodici dei GRAND FUNK RAILROAD e più in generale la scuola psichedelica statunitense quella più orientata sulla melodia più che sull'improvvisazione; nelle parti vocali non mancano punti di contatto con i nostri NEW TROLLS). WALKING ON THE GRASS "PAESANDO SOBRE LA HIERBA" con i suoi nove minuti risulta la composizione più lunga del lavoro nonché quella più elaborata. L'inizio è sempre all'insegna delle dolci e sognanti melodie acustiche in questo caso oltre che di chitarra anche di flauto; in particolare anche si nota un ottimo uso delle sovrapposizioni vocali (in alcuni momenti in falsetto) che danno al tutto un bell'effetto. Dopo qualche minuto comunque la composizione si irrobustisce grazie anche alle ritmiche chitarristiche che si fanno più taglienti ed al cantato più corposo. Ancora un cambio sonoro questa volta in direzioni più scure e lente quasi come se i musicisti volessero dare una propria versione di come un lento blues possa mimetizzarsi con delle soluzioni più progressive (di questo i PINK FLOYD ne sanno qualcosa) ma è solo un attimo in quanto tra stacchi e controstacchi hard rock ritroviamo il tema acustico iniziale inframmezzato da una rovente fuga strumentale ai limiti con l'hard rock più robusto: di sicuro una composizione che non rischia di annoiare l'ascolto. Ancora un intro acustico di chitarra con delle ottime parti sinfo/spaziali di tastiere, caratterizza PICTURES OF SADNESS "CUADROS DE TRISTEZA", particolare ibrido tra rock psichedelico ed atmosfere elettroacustiche dal ritmo molto cadenzato e avvolgente. Molto bello l'effetto usato per alcune ritmiche chitarristiche che assomigliano al lento rumore del mare durante una notte passata sulla spiaggia: in questo caso anche gli ELOY più rocchettari vengono chiamati in causa. La strumentale YANN risulta decisamente più sperimentale giusto a metà strada tra space progressive e rock acido: una composizione molto evocativa con una linea chitarristica in sottofondo decisamente interessante nel suo evolversi che lascia intuire una sua predisposizione a lunghe jam improvvisate in chiave live concert. Chiude il lavoro ENLAS RIBERAS DEL YANN (quasi nove minuti di musica) aperta da suoni di tastiere dilatati e distesi negli spazi che fanno da preambolo a dei pacati accordi sospesi tra acustico ed elettrico con delle belle linee vocali sempre molto ad effetto che nel passare dei minuti mutano velocità fino a infuocarsi nell'ennesima jam rock psichedelica. Interessanti sono anche le aperture melodico sinfoniche che danno un forte senso di cosmica atemporalità: in questo caso davvero grandi e progressive i musicisti spagnoli. Quindi in sintesi lavoro più che interessante che non sfigura in nessuna buona discografia al posto semmai di qualche titolo sottotono di qualche artista statunitense o britannico decisamente più blasonato; non un capolavoro ma comunque sopra la media con delle belle intuizioni sonore molto ricercate ed armoniche. Da ascoltare più volte.

(Paolo Lacqua)

Track list:

1) THOUGHTS "PENSAMIENTOS" 1 PARTE 2) THOUGHTS "PENSAMIENTOS" 2 PARTE 3) WALKING ON THE GRASS "PAESANDO SOBRE LA HIERBA 4) PICTURES OF SADNESS "CUADROS DE TRISTEZA" 5) YANN 6) ENLAS RIBERAS DEL YANN

Formazione:

BORT Eduardo (chitarra/voce)
SORIANO Josè (tastiere)
BALANZA Tico (flauto/solo di batteria)
DOUGAN Pepe (tastiere)
HERNANDEZ Marino (basso/voce)
ALCANIZ Vicente (batteria/voce)