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Rovescio della Medaglia Contamination BMG - 1975 |
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Più mi inoltro nell'esaminare i diversi gruppi che hanno scritto la storia del rock progressivo italiano a partire dalla fine degli anni '60 e più mi accorgo di come la nostra scena sia stata importante e significativa nell'economia del rock progressivo mondiale; certo in alcuni casi ha tratto anche spunto dai suoni di qualche altra nazione in primis la Gran Bretagna (vedi, nel caso dei R.D.M., DEEP PURPLE, URIAH HEEP e NICE/E.L.P.) sapendoli comunque riadattare e personalizzare in una maniera superlativa andando così a forgiare album epocali strumentalmente avvincenti come è il caso di CONTAMINAZIONE/CONTAMINATION del gruppo romano del ROVESCIO DELLA MEDAGLIA. Nati nei primi mesi dell'anno 1971 inizialmente come quartetto VITA Enzo (chitarra), CAMPOLI Gino (batteria), DI SABBATINO Franco (tastiere-organo), BALLARINI Pino (voce-flauto) e URSO Stefano (basso) sono considerati importanti per l'evoluzione della musica di rock di qualità da due schiere di fans: da una parte quelli dell'hard rock e dall'altra quelli del rock progressivo sinfonico più classico. IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA si può considerare come uno dei primi gruppi ad aver suonato l'hard rock nella sua forma più classica in Italia. Nel periodo storico che và dal 1971 al 1975 incisero quattro lavori se consideriamo anche il nostro CONTAMINATION che altro non è che la riedizione in lingua inglese del loro terzo lavoro. Il primo fu LA BIBBIA del 1971, un vero e proprio classico dell'hard rock made in italy dai contenuti diciamo "biblici" rivisti nell'esame del complicato rapporto tra uomo e Dio, e fu registrato in presa diretta in studio (questo diede ancora più potenza alla loro proposta). Il successivo fu IO COME IO pubblicato nel 1972 ancora sulle stesse coordinate musicali e concept. Venne così pubblicata la loro opera più ambiziosa CONTAMINAZIONE del 1973 e tradotta in lingua inglese due anni più tardi con titolo di CONTAMINATION versione che esamineremo nel dettaglio. Al quartetto base si aggiunsero due figure musicale importanti per la loro definitiva evoluzione sonora: il tastierista DI SABBATINO Franco e il compositore/pianista argentino Luis Enriquez BACALOV che vanta numerose collaborazioni con alcuni grandi registi come FELLINI, PASOLINI (VANGELO SECONDO MATTEO), SCOLA e WERTMULLER tra gli altri. Anche nelle musiche del famoso film IL POSTINO vi è farina del suo sacco che gli valse addirittura un premio oscar mentre oltre al cinema la sua attività si è estesa alla direzione di orchestre per radio e televisioni sia americane che europee ed ultimamente ha formato un quartetto musicale con pianoforte bandeon percussioni e contrabbasso che musicalmente vuole rappresentare un unione tra elementi di musica urbana, etnica e contemporanea (purtroppo non so dirVi come si chiamino). Per quanto riguarda più strettamente il mondo progressivo BACALOV ha collaborato con i NEW TROLLS nel loro capolavoro CONCERTO GROSSO N°1 del '71 (che si può considerare come il precursore musicale e concettuale di CONTAMINATION), l'anno seguente lo ritroviamo a collaborare con un altro grande gruppo italiano gli OSANNA nel loro secondo album/colonna sonora PRELUDIO, TEMA, VARIAZIONI, CANZONA del '72 che musicava il film MILANO CALIBRO 9 del regista FERNANDO DI LEO. Quindi CONTAMINATION rappresentò per lui l'ultimo tassello di mia conoscenza di una invidiabile trilogia progressiva. Album fortemente influenzato dalla musica classica che viene fusa con l'hard rock pesante del gruppo non in due cose distinte tra loro ma bensì in un unico caleidoscopio sonoro. Da segnalare anche l'uso delle voce che con cori e falsetti che conferisco ulteriori elementi interessanti a questo validissimo progetto. Anche a livello lirico troviamo argomentazioni interessanti in quanto trattasi di un altro album concept con al centro la figura di BACH e di uno sconosciuto musicista scozzese che si pensa ne sia le reincarnazione. CONTAMINATION è rappresentato da un'unica suite di circa quaranta minuti suddivisa in vari movimenti in cui oltre ad una base hard rock di chitarra basso e batteria e organo possiamo ascoltare l'inserimento di strumenti e suoni classici come il violino, il clavicenbalo e numerose orchestrazioni d'archi. Si parte con ABSENT MINDED e ORPHAN ME che, con un lento crescere strumentale sperimentale, con delle voci "stirate" che sembrano passarci affianco velocemente e dei suoni di batteria e tastiere che sembrano persi negli spazi, ci trasporta all'interno dell'opera. Questo è il prologo ad un apertura hard rock scura e pesante nelle sue rocciose ritmiche di chitarra/basso: dopo la composizione prende corpo e velocità complice anche l'inserimento delle tastiere, usate in maniera interessante, ed il tutto si chiude con dei passaggi orchestrali con un cantato molto emozionante. JOHANN'S ROCK risulta ancora caratterizzata da un rock molto roccioso nelle parti strumentali mentre nel cantato e nei cori vi è un senso di celestialità, inoltre si può ascoltare in sequenza una serie di strumenti classici come violino clavicembalo e archi che fanno la loro fugace esibizione dopo ancora torrido hard rock. Con ANOTHER NAME AM I, la quintessenza del loro messaggio musicale, tocchiamo uno dei vertici emozionali dell'opera in questo caso gli archi si fondono meravigliosamente con l'organo e con una sequenza cantata in crescendo da brividi (uno dei momenti più emozionanti del prog italiano ?) poi un solo di chitarra distorto prende il sopravvento ma è solo un attimo infatti quello che prima è stato fatto con le voci viene riproposto con gli strumenti sempre più da brividi, emozionalmente irraggiungibili. CRAZY BABY risulta molto tecnica e complessa vuoi anche per una certa sovrastrumentazione, composizione che ancora da parecchio spazio alla strumentazione classica nel cantato lontano e filtrato vengono richiamati i fantastici vocalizzi del maestro JON ANDERSON dell'album degli YES FRAGILE '72. LOST MYSELF TODAY si apre con soave esercizio pianistico dai livelli tecnici molto alti poi è il cantato di Pino BALLARINI che ci emoziona con delle tonalità basse e lontane di tanto in tanto aiutato da cori filtrati, organo e archi ci regalano ancora un momento da incorniciare in questo caso è evidente come il rock e la classica siano due mondi che possono vivere in simbiosi. JOHANN breve pezzo per sola chitarra e voce molto evocativo di terre lontane del nord, mentre SCOTCHED ci riporta nuovamente il gruppo per intero con un'altra mirabile prova strumentale di hard dall'anima classica fusa in unico pezzo con I CAN FLY sempre sulle stesse coordinate ma cantata. CONTAMINATION parte della suite più lunga con i suoi quasi cinque minuti mostra ancora l'alta tasso tecnico/compositivo dei musicisti con un intrecciarsi di suoni e strumenti di grande effetto, propongono una imponente apertura d'organo da brividi che sfuma in favore del flauto che ha il suo spazio per intrattenerci con dei suoni particolari, poi ancora hard rock classico con ISOLATION WARD rocciosa come i maestri d'oltre manica hanno insegnato interrotta sono per un attimo da uno strano intermezzo quasi jazzato. Nel finale della suite troviamo FOR THE LOVE OF ANNA e BACH LIVES altro vertice emozionale dell'opera, aperta da un tappeto sonoro tastieristico quasi impercettibile che viene poi interrotto da una grande apertura strumentale ancora e definitivamente caratterizzata da un hard rock ancora più potente fuso con strumentazione classica per offrirci un finale da favola con una cavalcata strumentale di una rara bellezza. Lavoro consigliatissimo a tutti gli amanti delle "contaminazioni tra generi musicali diversi". In seguito la formazione si sciolse per poi tentare una rifondazione negli anni che vanno dal 1975 al 1977 con dei nuovi musicisti provenienti dai NAPOLI CENTRALE come TONY WALMSLEY e MARK HARRIS senza che comunque questo porti ad un parto discografico a parte un piccolo 45 giri. Come pubblicazioni ulteriori sul gruppo segnalo GIUDIZIO AVRAI bootleg pubblicato nel 1988 riguardante un concerto tenuto nel nel 1974 inoltre più recentemente è stato pubblicato IL RITORNO sempre a nome ROVESCIO DELLA MEDAGLIA con il solo chitarrista Enzo VITA a rappresentare il nucleo storico del gruppo, progetto questo di cui comunque non si parla granché bene come ho avuto modo di leggere in alcune recensioni in quanto spinto da uno spirito decisamente più commerciale rispetto ai glorioso esordi. (Paolo Lacqua) Track list: 1. ABSENT MIND 2. ORPHAN ME 3. JOHANN'S ROCK 4. ANOTHER NAME AM I 5. CRAZY BABY 6. LOST MYSELF TODAY 7. JOHANN 8. SCOTCHED 9. I CAN FLY 10. CONTAMINATION 11. ISOLATION WARD 12. FOR THE LOVE OF ANNA 13. BACH LIVES Formazione: VITA Enzo
(chitarra)
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