Glass Hammer

Shadowlands

Arion Records - 2004

 

Tornano a noi i Glass Hammer dopo l'ottimo "Lex Rex" e ci presentano un disco nuovamente pieno d'interesse: ciò che lascia il segno in questo lavoro sono le fluttuanti linee melodiche guidate dalle ottime vocals di Walter Moore e soprattutto di Susie Bogdanowicz nonchè le belle progressioni armoniche che rendono i brani dell'album molto freschi e godibili pur essendo molto strutturati. Ottimi esempi risultano l'opener "So close so far" o la bellissima "Farewell to shadowlands" dalle soavi trame liriche. Molto accattivante risulta poi "Behind the great beyond", forse il momento migliore del lavoro, dove gli Hammers mescolano e rileggono trent'anni di prog facendone scaturire un qualcosa di molto moderno eppure indissolubilmente ispirato al passato: una dicotomia presente anche a livello strumentale, dove suoni analogici come mellotron e organo si fondono senza soluzione di continuità ai moderni sinth, il tutto in una veste sonora di eccellente fattura. Direi che il motivo di interesse maggiore che risiede in questo lavoro risulta proprio il poter ascoltare qualcosa che richiama continuamente il passato ed al tempo stesso spinge prepotentemente verso il futuro (in questo il disco ricorda da vicino lavori come "Retropolis" dei Flower Kings), il che, unitamente alla bella ispirazione nel songwriting ed all'eccelente lato esecutivo, fa di "Shadowlands" il primo gran disco del 2004 e più in generale un opera che dona una boccata d'aria fresca all'asfittica scena prog odierna.

(Giampiero Evangelista)