After Crying

Show

Periferic Records- 2003

 

Il ritorno con un album di studio degli After Crying non può che far piacere, soprattutto perché dall'ultimo discreto 6 sono passati molti anni. In mezzo due dischi dal vivo che hanno confermato l'enorme classe del gruppo magiaro, autore di un sinfo-rock progressivo cameristico che ha toccato con Overground Music e De Profundis vette raggiunte da pochi negli anni '90. Show è un buon disco, ma abbastanza spiazzante rispetto alle proposte passate, in quanto l'album sposta le coordinate su un rock progressivo più diretto e facilmente fruibile. Maggiore spazio alle parti cantate, sezione d'archi limitata al minimo, e la inusitata presenza di fiati quasi funky in alcuni brani. Il tutto conserva caratteristiche piacevoli, ma francamente ci aspettavamo molto di più. Il disco è, poi, eccessivamente lungo. Sembra ormai essere diventato un obbligo nell'era digitale riempire il supporto con tutto il materiale a disposizione fino a raggiungere i fatidici 70 minuti. Una tendenza a mio modesto avviso esecrabile se non in casi particolari. I dischi diventano pesanti, difficilmente ascoltabili dall'inizio alla fine e, inevitabilmente, diluiti in quanto a qualità. Dopo l'apertura affidata alla breve NWC, Show presenta il primo brano in classico stile After Crying: Invisibile Legion si apre con una sezione dimessa che esplode poi in un crescendo sinfonico di sicuro impatto condotto dai sintetizzatori in chiave orchestrale. Un tipico brano del gruppo, ma i capolavori del passato sono ancora lontani. Dopo una sequenza di brani brevi e non memorabili, arriva Remote Control, lungo brano movimentato caratterizzato da fiati veramente inusuali per il gruppo e da un intermezzo quasi rappato veramente fuori luogo. Un brano modesto, purtroppo. Fortunatamente Thecnopolis risolleva le sorti del disco. Altro brano di media durata caratterizzato da una fuga pianistica di sapore jazzato veramente notevole, anche se alcuni suoni di synth e batteria risultano eccessivamente moderni. Bone Squad e Wanna be a Member? sono altri due brani brevi di buona levatura. Il primo, caratterizzato da tipici riffs di fiati, il secondo da uno spettrale synth. Purtroppo quest'ultima viene rovinata sul finale ancora da fiati funkeggianti fuori luogo. Secret Service è la suite del disco, oltre 15 minuti di puri After Crying come ce li ricordavamo. Brano eccellente che prelude alle conclusive Farewell e Life Must Go On che non aggiungono molto, né in positivo né in negativo, alla valutazione globale del disco. Gli After Crying sono vivi e vegeti, ma questo album è consigliabile solo ai die-hard fans della band ungherese. Per gli altri il consiglio è quello di volgere lo sguardo al passato.

Recensione pubblicata su Wonderous Stories

(Daniele Prati)