Moon Fog Prophet

Taunting the bells through the mammal void

Mellow Records - 2003

 

Confesso di essermi trovato in difficoltà nel recensire l'album di questa band finlandese, giunta alla sua quarta incisione (la sesta se consideriamo i due CD pubblicati a nome KUUSUUMUN PROFEETTA) e di cui, fino ad oggi, non avevo avuto modo di ascoltare nulla. Per cercare di cogliere e trasmettere ai lettori di questa recensione l'essenza di "Taunting the bells through the mammal void", mi sono conseguentemente sottoposto a numerosi ascolti che mi consentissero di essere, per quanto possibile, chiaro ed esauriente. Volendo dare una prima indicazione, affermerei che la musica dei MOON FOG PROPHET è paragonabile ad un capiente calderone in cui sono stati riversati molteplici ingredienti (vari stili, contaminazioni, diverse correnti musicali), a volte seguendo una precisa ricetta, altre volte in modo apparentemente del tutto casuale. Queste particolari miscele fanno di "Taunting the bells through the mammal void" un lavoro originale ed affascinante al tempo stesso, ricco di spunti sperimentali ma anche di brani fuori da ogni contesto prog ("Outside the ring ..."), pregno di riferimenti ad alcune icone del rock progressivo appartenenti al movimento rock-in-opposition ("Morning evening"), al krautrock od al symphonic-space-metal. La "non convenzionalità" della musica dei MOON FOG PROPHET si evince già dai primi due brani che aprono l'album: all'eccellente "Appearance", una traccia a metà strada tra gli HAWKWIND e le odierne formazioni di prog-metal, fa da contraltare "The duke ...", una lunga spasmodica ricerca di sperimentazioni volta a ripercorrere lo stile che caratterizzò, diversi anni fa, il mito POPOL VUH ed AGITATION FREE. Ritmi ipnotici e ripetitivi, chitarre distorte, sonorità meditative ed elettroacustiche ci trascinano al di fuori del tempo e dello spazio ma che, forse a causa dell'eccessiva durata dei brani, finiscono per scatenare qualche sbadiglio di troppo ("Triumph of ..."). Sempre in tema di nobili riferimenti, voglio sottolineare le eccellenti qualità canore di Mika Ratto che, alle prese con testi cantati in inglese, rivela capacità che lo avvicinano incredibilmente alle prove solistiche di Peter Hammill e alla musica dei VDGG. Esempi lampanti a testimonianza di questa sorta di parallelismo si ascoltano in "A meaningless ...", "Apocalypse on schedule" e nella conclusiva "The council". Proseguendo nell'analisi del CD voglio sottolineare la traccia strumentale "Wagons ...", un convincente brano imperniato su ossessive scale di pianoforte e disarmonici riff di chitarra elettrica. In definitiva un album che può, di diritto, essere considerato a tutti gli effetti "progressivo", nel senso più radicato del termine. Un album che richiede ripetuti ascolti per essere apprezzato in tutte le sue innumerevoli sfaccettature e metterà alla prova anche i proggers più navigati: leggete quindi attentamente le istruzioni e le modalità d'uso prima di consumare.

(Luciano Costarella)

Track list:

1) Appearance 5:38 2) The Duke meets the regretting bishop11:45 3) Outside the ring the biggest thief would sing: bitter taste in a bitter smile 2:43 4) A meaningless discussion in the house of red love 6:31 5) Morning evening 6:44 6) Baker's wife is talking in her sleep 1:19 7) Wagons wagons screeching wheels 4:55 8) Apocalypse on schedule 6:40 9) Triumph of oppression 12:40 10) When the day broke, the parks 8:25 11) The council never ends 5:06

Musicians:

Mika Ratto - keyboards, vocals
Teemu Majaluoma - guitars, vocals
Veli Nuorsaan - drums & percussion
Mikko Elo - basses