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Isildurs Bane Mind vol. 4 autoproduzione - 2003 |
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Ragazzi/e qua non si scherza, si suona alla grande! Era dal tempo in cui scoprii i vari FLOWER KINGS-SPOCK'S BEARD-ANEKDOTEN-PORCUPINE TREE-LA MACHERA DI CERA-GLASS HAMMER, che non provavo un senso di esaltazione all'ascolto di un artista contemporaneo; ora dopo qualche anno sto riscoprendo quella piacevole sensazione con gli svedesi ISILDURS BANE. Sono onesto fino ad ora non ne avevo mai sentito parlare quindi dopo varie ricerche nella rete sono riuscito a tracciarne un breve sunto storico scoprendo che questi musicisti sono tutt'altro che degli esordienti (rimando i lettori anche all'ottima recensione di MICHELE CHIUSI riguardante il doppio live MIND VOL. 2 che troverete su EVENTYR MAGAZINE # 1). Dal 1981 (ma ho letto che la band è in attività dal 1976) ad oggi hanno inciso la bellezza di 12 lavori: SAGAN OM RINGEN '81, SAGAN OM DEN IRLANDSKA ALGEN '83, SEA REFLECTIONS '85, EIGHTS MOMENTS OF ETERNITY '87, CHEVAL VOLONTE' DE ROCHER '89 (registrato con la collaborazione di una orchestra, sperimentazione che accompagnerà anche altri lavori della band da qui in avanti), THE VOYAGE-A TRIP TO ELSEWHERE '92, SAGAN OM RINGEN-SAGAN OM DEN IRLANSKA ALGEN '92, SEA REFLECTION-EIGHT MOMENTS OF ETERNITY '92 (questi ultimi due sono delle riedizioni su un unico cd di lavori precedenti), LOST EGGS '94, MIND VOL.1 '00, MIND VOL.2 LIVE '00, MIND VOL.3 '03 (in collaborazione col METAMORFOSI TRIO ensamble acustico di musica da camera proveniente da asti) ed infine l'oggetto della mia recensione MIND VOL.4 '03. Parecchi di questi lavori sono strumentali in una loro intervista hanno affermato che usano la musica come veicolo espressivo delle loro sensazioni anche a tema concept. Come ho già detto questo è il mio primo "impatto sonoro" con la band quindi tutto ciò che né scaturirà a livello di giudizio in positivo (visto che di lati negativi non ne ho trovati) e ricollegabile al solo MIND VOL.4. La musica degli ISILDURS BANE (nome legato alla fantastica trilogia fantasy THE LORD OF THE RINGS del maestro J.R.R. TOLKIEN) è sicuramente catalogabile nel filone progressive sinfonico ma non solo in quanto possiede delle grosse capacità di riadattare temi più immediati e melodici (vedi pop music) dandone una forma molto personale e tecnica, inoltre non disdegna il lato oscuro e sperimentale con delle soluzioni veramente di grande effetto. Quindi in questo senso la loro proposta musicale si può definire come un prog sinfonico dai lati chiaroscuri. Altra caratteristica positiva sta nel fatto che dai loro suoni universali in cui vari generi si fondono (jazz-classica-rock-musica sperimentale d'avanguardia) si nota l'alta preparazione tecnico/compositiva dei musicisti che non sbagliano un colpo suonando con una precisione e freschezza difficilmente eguagliabile. Nel complesso la loro musica risulta sovrastrumentata nella giusta misura ed in questa maniera l'effetto che ne viene fuori è di completa ampiezza e profondità sonora anche nei momenti più soffusi e tranquilli. Grande importanza hanno anche i fiati di vario genere che donano quel senso orchestrale che caratterizza il lavoro in parecchi momenti. Di sicuro si tratta di una proposta quasi del tutto originale senza comunque dimenticare l'influenza di artisti tipo PETER GABRIEL (alcune orchestrazioni melodiche di OVO vengono fuori ascolto dopo ascolto), KATE BUSH, MIKE OLDFIELD (fase centrale della sua carriera), i connazionali FLOWER KINGS (nei momenti più roccheggianti) senza dimenticare i JETHRO TULL dal 1987 in avanti che fanno capolino di tanto in tanto. Dalla suddivisione dell'opera in quattro parti HERE-HOPE-FEAR-PASS e da quello che ne scaturisce dall'ascolto (che pur risultando vario nelle situazioni non risulta comunque slegato) questo lavoro ha tutta l'aria di essere un altro lavoro concept per la band scandinava. Il quarto capitolo di MIND (acronimo di music investigating new dimension) si apre con una particolare ballata pianistica cantata egregiamente da una "modernista" e suadente voce femminile: dalle indicazioni ricavate dalla lettura di una recensione straniera sembra che il gruppo non inseriva voci e liriche in un suo album addirittura dal lontanissimo 1983. Con il brano seguente HEAL le atmosfere cambiano di colpo ed in questo caso notevole risulta il lavoro batteristico/percussivo, asimmetrico nella sua struttura, che mi riporta all'inarrivabile drumming del maestro TERRY BOZZIO ma è questione di poco infatti il pezzo si trasforma in una malinconica e sinfonica canzone tanto carica di emozione che in questo caso OVO di GABRIEL ne rappresenta un punto di riferimento indiscutibile. Momenti sperimentali fanno da prologo alla rock track CAGE classica nella sua struttura ma splendidamente suonata. Più interessante ancora risulta la sezione HOPE (con i brani ARCH-GOOD-OPEN-EYES) che mescola magicamente elementi orchestrali a sonorità tecno rock non eccessivamente fracassone pur essendo così cariche di strumenti. Ottimo lo spazio dedicato agli inserti strumentali melodici sinfonici nonché a quello dedicato a una toccante ballata melodica così carica di speranza positiva intervallata da frammenti più vagamente ambient rock dove si mette in bella evidenza un magico flauto. Grandi momenti musicali, che proseguono con la sezione FEAR forse più intricata musicalmente rispetto alle precedenti pur mantenendone gli stessi schemi con degli inserimenti ambient elettronici sempre comunque in un contesto canzone. Si chiude con la parte finale PASS che dimostra come un semplice pezzo cantato con il semplice supporto delle tastiere possa risultare innovativo, oppure come sia viva la voglia dei musicisti di sperimentare suoni che fuggono in varie direzioni dandone un effetto molto "spaziale" (si ha come la sensazione di esserne trasportati in direzioni ignote), decisamente la sezione più ardita e coraggiosa del lavoro. Una graditissima scoperta che mi rimette con i piedi per terra, in quanto è proprio quando pensavo di avere sentito tutto il meglio che ci potesse essere in circolazione che mi sono accorto di come non ci sia limite alla conoscenza alla faccia di chi da tempo va dicendo che il rock non ha più nulla da esprimere. E pensare che solo per un attimo avevo pensato che fosse il solito gruppetto scandinavo emergente. A questo punto risulta doveroso per tutti gli amanti della grande musica possedere qualche titolo di questa fantastica band che intende la musica a 360° (a cominciare dal sottoscritto che ha già provveduto ad ordinare un paio di titoli della loro produzione storica). Statene sicuri, sono soldini ben spesi. (Paolo Lacqua) Track list: HERE: 1) HALO 2) HEAL 3) FURY 4) CAGE; HOPE: 5) ARCH 6) GOOD 7) OPEN 8) EYES; FEAR: 9) SELF 10) IDEA 11) TALK 12) RAGE; PASS: 13) PART 14) DARK 15) LOSS 16) ENDS Formazione: KLAS ASSARSSON/PERCUSSIONI
Musicisti ospiti: LUCA CALABRESE/TROMBA
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