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Ancestry Discendenze Mellow Records - 2003 |
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Ad oltre tre anni di distanza dalla pubblicazione dell'omonimo CD-demo d'esordio, gli spezzini ANCESTRY ufficializzano il loro ingresso nel panorama musicale del progressive rock sinfonico grazie alla prolifica MELLOW RECORDS, per la quale incidono quest'ottimo "Discendenze". L'album, consigliato a tutti gli amanti di sonorità neo-prog-sinfoniche, possiede tutte quelle peculiarità che hanno fortemente contraddistinto opere divenute vere e proprie icone di questo genere musicale: lunghi brani dai contenuti prettamente strumentali, melodiche mini-suite, eccellenti intrecci armonici e diversi riferimenti classico-sinfonici. Tutto sembra evocare, ad iniziare dal logo del gruppo che riporta alla mente le cover disegnate da Roger Dean per gli YES, quelle magiche atmosfere che hanno permeato, in una sorta di clima fiabesco, la metà degli anni settanta e sono state riscoperte, dopo circa un decennio, dagli innumerevoli artisti che hanno dato vita al fenomeno new-prog. "Discendenze" è aperto dai cinque movimenti che compongono "I colori dell'età della sorgente", il brano di oltre 17 minuti che, congiuntamente alla lunga e conclusiva "Verso l'esterno", costituisce il vero punto di forza di quest'album. Gli ANCESTRY coinvolgono gli ascoltatori grazie a sapienti intrecci di chitarra e tastiere, ancor più impreziositi da una sezione ritmica di prima scelta; buone le liriche cantate in italiano che, strana coincidenza, mi hanno riportato alla mente la caratteristica voce di Aldo Tagliapietra e LE ORME. Originali e molto interessanti si confermano i rimanenti quattro brani, che costituiscono la struttura centrale dell'album: con un secco tagliente assolo di chitarra elettrica si apre "Nuova opera", un bel brano supportato dal basso di Maurizio Belfiore e dagli interventi di Fabrizio Sicuteri al pianoforte. Meno immediata e certamente introspettiva, si conferma la successiva traccia "Stanza della terra", cui fa seguito la strumentale "Oasi", ricca di venature e riferimenti alla world-music ed alla new-age: un elegante esempio di contaminazioni tra progressive e differenti generi musicali. Maggiormente indicativo a tal riguardo è "Labirinto", un brano le cui atmosfere cambiano drasticamente in favore di un sound più cupo, in perfetto stile GOBLIN, su cui l'attore Lorenzo Costa recita un testo degno di introdurre i migliori film di Dario Argento. Concluderei questa recensione con un giudizio sicuramente molto positivo: "Discendenze" si conferma un tipico prodotto nazionale di progressive-sinfonico, ben interpretato, arrangiato, registrato e impreziosito da una veste grafica tipicamente "seventies". Buon ascolto. Track list: 1) Colori dell'età sorgente 17:03 a) Risveglio b) Giada c) Colori segreti d) Rinascere nell'alba e) L'età sorgente 2) Nuova Opera 6:08 3) Stanza Della Terra 7:17 4) Oasi 7:03 5) Labirinto 5:53 6) Verso l'Esterno 12:07 Musicians: Fabrizio
Sicuteri - keyboards; lead vocals
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