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Adachi Kyodai same Musea - 2003 |
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Buon esordio discografico (pubblicato dalla mitica etichetta francese MUSEA) datato 2003 per i talentuosi chitarristi nonché fratelli ADACHI provenienti dal paese del sol levante (giappone). L'album in prevalenza strumentale presenta solo pochi pezzi cantati tra cui spiccano alcune prestigiose cover come I TALK TO THE WIND tratta da uno dei lavori della musica mondiale da portarsi su una classica isola deserta IN THE COURT OF THE CRIMSON KING dei maestri KING CRIMSON, MOTHER GOOSE e CHEAP DAY RETURN tratte dal vastissimo repertorio dei JETHRO TULL e più precisamente dall'altrettanto disco da utopica isola deserta AQUALUNG (allo stato attuale delle mie conoscenze musicali non penso che ci siano altre cover nel caso contrario mi scuso con i lettori più documentati pregandoli di informare anche il sottoscritto). Ho sempre apprezzato i lavori chitarristici acustici "ad evoluzione musicale variante" tra cui ricordo con piacere le calde evoluzioni sonore dello scomparso MICHAEL HEDGES, alcuni lavori di LEO KOTTKE (in particolare quelli quelli del periodo 1976/1983), il rovente ipertecnicismo del trio JOHN MCLAUGHLIN-AL DI MEOLA-PACO DE LUCIA, le soluzioni strumentali del canadese BRUCE COCKBURN, l'italiano RICCARDO ZAPPA (ha detto la sua nel contesto della chitarra acustica). Più recentemente ho scoperto con piacere il CALIFORNIA GUITAR TRIO molto interessante nei suoi intrecci chitarristici e non (visto che ultimamente si propone col l'aggiunta di basso elettrico e batteria), senza dimenticare i lavori acustici di STEVE HOWE e ROBERT FRIPP con i suoi LEAGUE OF CRAFTY GUITARISTS e le soluzioni del grande RALPH TOWNER degli OREGON. Quindi anche sulla base di questi importanti paragoni ho trovato interessante l'esordio dei fratelli ADACHI in quanto risulta abbastanza ben bilanciato tra la tecnica strumentale e un suono più di facile presa. Siamo in presenza solo di due chitarre acustiche che comunque ben si sostengono sia nelle fasi ritmiche che in quelle soliste (in casi come questi gli amanti dei suoni più sovrastrumentati potrebbero storcere il naso) ma ascoltando attentamente si noterà come i due virtuosi sopperiscano alla mancanza degli altri strumenti con la grande loro abilità. La struttura musicale del duo consiste nel creare delle lineari o intricate basi ritmiche all'unisono oppure in cottrapposizione su cui poi SOURCE "K" ADACHI ricama i suoi torrenziali solo chitarristici ben sintetizzati in BACK TRACK e PUSH ME INTO TORNADO dove le sue dita non sembrano fermarsi più (in questo caso trovo appropriato il temine di heavy folk music). Ottima la scelta di I TALK TO WIND come cover anche se il risultato ha un vago sapore di melodia nipponico/partenopea acquistando comunque più calore rispetto ai brani prima descritti. Curioso come risultato ma ripensando all'originale il paragone non regge. Con ALL SHADES OF BLUES le geometrie musicale tornano a farsi più pungenti, risulta molto buona e ben intersecata la prova delle due chitarre che con delle ritmiche molto tecniche sanno regalarci una prova praticamente perfetta. A differenza della cover dei KING CRIMSON mi sono piaciute di più le due riproposizioni dei JETHRO TULL che incarnano meglio lo spirito compositivo originale essendo suonate con molto calore. EREWHON risulta la composizione più lunga e tra le migliori della raccolta, anche per il bel connubio tra musica classica e sapori musicali mediterranei che vengono bel alternati nella lunga ed articolata composizione che ci regale dei momenti veramente emozionanti specialmente quando i suoni sono più pacati e cadenzati. Anche la seguente UNKNOWN TROOPS segue le orme della composizione precedente in quanto a cambi di tempo, ed è suonata con una precisione incredibile. Noto ancora similitudini con le melodie mandolinistiche partenopee nella pur valida composizione SPRING SILKY SHOWER LANDSCAPE (in questo caso queste sono fuse con soluzioni più strettamente classicheggianti alla SEGOVIA tanto per intenderci). LEMMING deriva decisamente dalla scuola FRIPPIANA così carica di tensione nelle sue fredde e schematiche ritmiche che tolgono il respiro. I suoni di WHEN THAT I WAS A LITTLE TINY BOY riportano alla scuola britannica del folk progressivo che oltre ai JETHRO TULL vedeva nei PENTANGLE, INCREDIBLE STRING BAND, AMAZING BLONDEL e GRYPHON i suoi più noti esponenti. Ottima la chiusura del lavoro con GUILT che risulta l'altro vertice tecnico/compositivo della raccolta infatti in questo caso i due danno il massimo esempio di come due chitarre acustiche debbano interagire, il pezzo riprende anche in alcuni momenti i temi del flamenco in questo caso ipertecnicizzato. Sicuramente raffinando la sintesi delle loro influenze musicali nonché la loro grande tecnica strumentale, i fratelli ADACHI si confermeranno in futuro come grandi dello strumento chitarristico a livello mondiale. Consigliato oltre che agli appassionati della chitarra a tutti i curiosi avventurieri della ricerca di sonorità particolari. (Paolo Lacqua) Track list: 1) BACK TRACK 2) MOTHER GOOSE 3) PUSH ME INTO TORNADO 4) I TALK TO THE WIND 5) ALL SHADES OF BLUES 6) CHEAP DAY RETURN 7) EREWHON 8) UNKNOWN TROOPS 9) SPRING SILKY SHOWER LANDSCAPE 10) LEMMING 11) WHEN THAT I WAS A LITTLE BOY TINY BOY 12) GUILT Formazione: SOURCE "K"
ADACHI: CHITARRA SOLISTA/VOCE |
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