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Think Variety Garden of delights - 1973 |
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Gli anni 70 sono davvero un'altra cosa se un gruppo di carneadi come i Think (almeno carneadi per me) è passato inosservato con un disco di tale livello. Prog e proto-prog sulla falsariga di gruppi inglesi come Still live e Indian Summer (ma più rilassati) con accenni anche familiari al prog italiano, un hammond onnipresente nel suo macchinare attorno ad equilibrio armonico sempre ben presente, parti vocali rade e discrete, un flauto e un violino che arabescano sul substrato sonoro degli altri strumenti e che costituiscono la vera cifra stilistica del gruppo. Insomma un bel disco, molto seventy oriented. Si parte con la title track, melodia molto aperta, sembra di ascoltare un gruppo italiano, un violino che impreziosisce il pezzo con divagazione tra il jazz e il folk, si aprono vaste isole di chiarissima derivazione barocca, con tanto di contrappunti, un po' alla New Trolls che si intersecano alla melodia portante. Tutto molto convincente. "Watercorps" fa, sulla stessa falsariga, ancora meglio con struggenti parti di un flauto, su tonalità crimsoniane, e di violino. La terza traccia, "Drops" ha invece un incipit quasi pink floydiano (epoca meddle) per poi aprirsi a parti più tirate con la chitarra in primo piano, dopodiché non manca nemmeno la suite con i 13 minuti di "draw conclusion from..." che mostra un eccletismo notevole con un'inizio che definirei proto-funky che sfocia quasi subito in una parte palesemente rock-blues, poi un lungo dialogo hammond/flauto questa volta con un'irruenza tulliana che fa da preludio, a metà brano, a una bella parte, con raddoppiamento della voce, che mi ricorda, in chiave prog, la musica di certe colonne sonore seventy a metà tra psichedelia e lounge. Una specie di Stereolab preistorici, se il paragone non appare troppo azzardato. Chiudono il disco nella sua versione originale i 3 minuti di "last door", poco più di un divertissement. Il cd contiene anche due bonus track, una versione demo di "drop" e "all that remember", sette minuti che ripercorrono il disco senza aggiungere nulla di nuovo. Disco al contempo molto di genere ed eclettico risulta essere veramente molto appetibile per chi ama il suono dei settanta, gli altri alla larga.
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