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Socrates drank the conium same Polydor - 1972 |
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Sull'onda dell'immensa ondata di fermento creativo che su finire degli anni '60 dall'Europa, ma in modo maggiormente indicativo dall'Inghilterra, stava travolgendo la ricettività di musicisti sparsi ai quattro angoli del globo, anche in Grecia qualcosa cominciò lentamente a mutare. Tra gli artisti e le formazioni inizialmente influenzate da questo nuovo corso artistico cito volentieri APHRODITE'S CHILD, AXIS, PELOMA BOKIOU, POLL e naturalmente SOCRATES DRANK THE CONIUM. Confesso di essermi avvicinato per la prima volta a quest'ultima formidabile band diversi anni orsono, ricercando in modo spasmodico quegli album che vedevano la partecipazione dei componenti di uno dei capolavori della musica "made in Greece": "666". Fu così che attraverso l'acquisto di "Phos" venni a contatto con i SOCRATES DRANK THE CONIUM ed il loro omonimo album d'esordio, originariamente pubblicato per la POLYDOR nel 1972. La musica proposta dal terzetto composto da Tourkogiorgis, Spathas e Boukouvalas fu, indubbiamente, influenzato dalle forme più hard utilizzate da Jack Bruce ed i CREAM, dall'indissolubile presenza della chitarra nei dischi incisi da Jimi Hendrix (ascoltate a tal proposito "Hoo yeah!"), oppure vicina a certe sonorità care ai fans degli WHO. In sintesi la band ellenica seppe plasmare un personalissimo sound basato attorno ai riff della chitarra di John Spathas che, seppur nei dovuti termini, ricorda lo stile di Jimmy Page dei longevi LED ZEPPELIN. Le parti cantate da Antonis Tourkogiorgis, conferiscono ai nove brani che compongono l'album un'impronta di stampo decisamente britannico. "Socrates drank the conium" si potrebbe (dovrebbe) acquistare semplicemente per la presenza di "Live in the country", "Blind illusion", "Underground" o "Starvation". Queste due ultime tracce, veri e propri classici nel loro genere, sono state reinterpretate alcuni anni più tardi nel quarto disco dei nostri, "Phos" (1976 VERTIGO * 6331 950) da molti definito il più progressive della loro produzione discografica, che da questo album firmeranno le loro incisioni soltanto con SOCRATES. Più precisamente in "Phos" la traccia "Underground" è riproposta con il titolo "A day in heaven" ma, nonostante questo piccolo cambiamento, è pressoché rimasta inalterata l'energia, la dinamicità durante la prova d'esordio. In definitiva un album simbolo per una formazione leggendaria, le cui vicissitudini musicali saranno oggetto dell'analisi di "On the wings", terza prova dei SOCRATES DRANK THE CONIUM recensita su questo numero di EM. Track list: 1) Live in the country 3:41 2) Something in the air 3:19 3) Bad conditions 3:56 4) It's a disgusting world 6:50 5) Close the door and lay down 3:10 6) Blind illusion 3:31 7) Hoo yeah! 3:34 8) Underground 4:38 9) Starvation 3:45 Musicians: Antonis Tourkogiorgis:
bass, vocals |
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