Socrates

Phos

Vertigo - 1976

 

Dopo il rock album TASTE OF CONIUM del 1972 e secondo della loro discografia analizzerò per Voi il quarto lavoro della band greca vale a dire PHOS del 1976 che di novità stilistiche rispetto al precedente ne presenta parecchie. Se TASTE OF CONIUM si faceva apprezzare per una superba ballata e un blusaccio da brividi il resto non mi aveva convinto pienamente (vedi recensione) in quanto pur trattandosi sempre di buona musica rock blues ad essere onesto il suono che ne scaturiva era troppo simile a tanti altri gruppi. Inoltre quello che secondo me mancava era la presenza delle tastiere che a mio modo di vedere, al di là del genere trattato, conferiscono maggiori profondità e feeling alla musica di gruppo. In questo caso sono stato accontentato il gruppo inserisce nel proprio organico un tastierista... e che musicista! Signori/e ci troviamo al cospetto del grande compositore VANGELIS si proprio quello che in precedenza aveva militato insieme al cantante DEMIS ROUSSEAU negli APHRODITE'S CHILD autori tra le altre cose del tanto mitizzato album 666 del 1970. In seguito VANGELIS sarà conosciuto come autore di parecchi lavori solisti, prevalentemente strumentali, all'incirca una ventina e di una buona collaborazione con il cantate degli YES, JON ANDERSON che partorirà qualche lavoro in coppia tra cui il buon SHORT STORIES del 1979. Ma torniamo a PHOS che pur tenendo una base rock ancora in qualche brano possiede un suono decisamente più elettroacustico in alcuni casi traendo ispirazione dalle tradizone folkloristica greca, inoltre la presenza delle tastiere conferisce sinfonicità nonché misticità alla proposta musicale del gruppo. Quindi se nel caso del disco precedente era arduo parlare di progressive in questo caso non vi è nessun problema sia a livello sonoro che concettuale. I brano anche in questo caso non sono eccessivamente lunghi ad eccezione dell'ultima track, ma sicuramente risultano più elaborati e interessanti. Il lavoro si apre con STARVATION che pur tenendo una solida base rock blues risulta molto intrigante grazie al muro tastieristico di VANGELIS che dona un tocco mediovalistico al pezzo, trovo qualche similitudine con gli YES di TORMATO del 1978. Da non trascurare anche il fatto che questo lavoro ha preceduto di due anni l'uscita di TORMATO. Proseguiamo con QUEEN OF THE UNIVERSE che si apre con un giro acustico di chitarra, accompagnato da un pacato cantato, che poi interagisce con degli ottimi suoni spaziali di tastiere che dopo qualche passaggio sfociano in un pregevole assolo molto cosmico degno della migliore scuola teutonica (vedi ELOY e affini). Anche in questo caso trovo molto interessante la commistione tra elementi acustici e sinfonici. Intrigante. EVERY DREAM COME TO AN END è probabilmente uno dei punti più alti del lavoro, tutto suona perfetto nessun suono è fuori posto. Si parte con delle note pianistiche semplici ma efficaci poi la band subentra e le tastiere ci fanno volare in alto ancora di più quando JOHN SPATHAS tesse un assolo chitarristico da antologia…impossibile non sognare ed emozionarsi di fronte a tanta sensibilità artistica. In questo caso comunque la presenza di VANGELIS per la riuscita del pezzo è fondamentale. Da inserire nella storia del progressive mondiale! Atmosfere da ballata acustica e dai sapori di parecchi secoli fa caratterizzano THE BRIDE sembra di trovarsi in mezzo ad una festa di corte. Ottimo brano. La breve KILLER risulta da subito come una rock song tirata e corposa, trovo alcune somiglianze con i LED ZEPPELIN del periodo PRESENCE/PHISYCAL GRAFFITI. A DAY IN HEAVEN mi fa ancora sognare mondi perduti o da scoprire con quel suo incedere elettroacustico che dona molta tranquillità, anche in questo caso il tappeto tastieristico di VANGELIS risulta importantissimo. Ancora un grande pezzo. TIME OF PAIN unisce ancora l'elemento acustico in una forma da rock song. Conclude in lavoro MOUNTAINS che parte ancora rockeggiante sempre con forti influenze folkloristiche (il nostro MAURO PAGANI ne sa qualcosa) ma è questione solo di un paio di minuti, la band cambia completamente direzione e ci eleva in una dimensione decisamente mistica, dove la tradizione greca sembra unirsi a quella indiana. E' la chitarra elettrica a farla da padrone in questa notevole jam sonora il tutto e condito con qualche nota tastieristica e percussiva. Musica che libera la mente, la purifica. Ancora un grande brano, a questo punto iniziano ad essere tanti. Grande lavoro per questi SOCRATES molto vicino al capolavoro, consigliato a chi vuole diversificare la propria discografia inserendo anche la Grecia tra i paesi musicalmente interessanti. Personalmente lo reputo decisamente superione a TASTE OF CONIUM consapevole che comunque si tratta quasi di due generi differenti. La collaborazione tra il gruppo e VANGELIS durò solo per questo lavoro.

(Paolo Lacqua)

Track list:

1) STARVATION 2) QUEEN OF THE UNIVERSE 3) EVERY DREAM COME TO THE END 4) THE BRIDE 5) KILLER 6) A DAY IN HEAVEN 7) TIME OF PAIN 8) MOUNTAINS

Formazione:

ANTONIS TOURKOGIORGIS:VOCE/CHITARRA/BASSO
JOHN SPATHAS:CHITARRA
GEORGE TRADALIDIS:BATTERIA
VANGELIS PAPATHANASSIOU:TASTIERE/PERCUSSIONI