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Edition Speciale Allée des Tilleuls Musea - 1976 |
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Continua imperterrita l'opera di recupero della Musea di vecchi lavori dimenticati. Stavolta tocca al quartetto francese degli Edition Speciale, autori di un interessante album d'esordio per la U.A. nel 1976. Nata per volontà del chitarrista jazz fusion Mimì Lorenzini (ex Triangle) e dell'ottima vocalist/pianista Ann Ballester, la band proponeva una personale forma di rock-jazz dalle forti venature funky. Un sound influenzato da grandi nomi come Return To Forever e Al Di Meola, decisamente "concreto" rispetto all'astrattismo di molti discepoli davisiani, spesso vicino al movimento canterburyano (in particolare ai Caravan di metà '70 e ai National Health), ma anche ai Camel e ai Chicago. Allée des tilleuls è un discreto lp d'esordio, elaborato da un quartetto spigliato e disinvolto, piuttosto distante dall'imperante estetica progressiva francese (leggi: Ange) ma legato ad una forma-canzone che, per l'impostazione vocale spesso corale, li avvicina lievemente agli Atoll. Quello di Reve, reve o Rock'n roll è un funky rock che non si dimena troppo né ancheggia eccessivamente, con brani attenti alla rifinitura e agli incastri tastiere-chitarre, oltre che alla pulizia melodica e vocale e ai vagheggiamenti bucolici cari ai Pulsar (vedi la bella Un coup je te vois). La voce e l'impeccabile keyboard-work di Ann reggono buona parte dell'album, mentre dal punto di vista ritmico la coppia Turenne Des Pres/Bouchet-D'Angely è sufficientemente precisa ed estroversa. Lorenzini è un fine cesellatore. Spesso affiorano limpide atmosfere West Coast (Tomorrow mourning). Interessante poi la leggerezza di un brano raffinato come Tu naitras demain e l'eccentrico jazz rock di Marie qui te Maries!. Alla title-track va la palma di brano più movimentato, con tanto di basso solista ed un'eccitante prestazione ritmica. Insomma, l'album è interessante e possiede molti spunti degni di attenzione; non ha grossi cali di tono ma l'attitudine pulitina ed eccessivamente formale contrasta con quanto altre straordinarie band del periodo (i Napoli Centrale, i nuovi Gong di Shamal e Gazeuse) stavano proponendo. La ristampa Musea ci offre anche tre brani in versione demo, più lunghi e meno rifiniti di quelli che finiranno sul disco. Gli Edition Speciale proseguiranno la loro carriera con una manciata di lavori (di cui uno tuttora inedito) sparendo all'alba degli anni '80; fortunatamente la Musea ha già annunciato ulteriori ristampe. Per chi non li conoscesse ed apprezza l'evoluzione funky/fusion di metà Seventies, gli Edition Speciale sono un gruppo più che consigliato. Recensione pubblicata su Wonderous Stories (Donato Zoppo) |
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