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Eclisse Mercury ans sulfurus Arcontes - 2000 |
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Un disco che fa tenerezza, che forse 10-15 anni fa avremmo giudicato con maggiore benevolenza (ne abbiamo ascoltato di porcherie in quegli anni bui) ma che adesso necessariamente dobbiamo valutare per quello che è: un prodotto dilettantesco di new-prog genesisiano composto e suonato da tre simpatici ragazzi, sicuramente appassionati del genere, che in virtù della loro (sana) passione e del fatto che bene o male qualcosa sanno suonare hanno deciso di veicolare tale ardore facendo musica propria. Niente di male. Qualcuno ha poi deciso di pubblicarlo. Anche qui niente di male, in fondo. Il problema è che quando si pubblica un disco questo diventa in qualche modo patrimonio pubblico e si diventa immediatamente soggetti a critiche che possono anche non essere favorevoli. Fa parte del gioco. Io non sono cattivo, il fatto è che qualcuno ha deciso che posso giudicare un disco di musica prog e che tale giudizio ha un valore sufficiente per essere reso pubblico. Un recensore dilettante alle prese con un disco di dilettanti. Il cd in questione propone per la maggior parte un new prog melodico tanto tipico da essere paradigma di un cliché, genesisiano al 100%, suonato in maniera volenterosa e poco più (per essere generosi, il chitarrista se la cava anche, batteria e tastiere da dimenticare), cantato in maniera indegna in un'inglese da perfezionare (eufemismo), con ben pochi picchi creativi se si escludono alcuni intermezzi strumentali dal sapore jazz-rock, con passaggi sentiti migliaia di volte in migliaia di dischi. Al primo impatto mi sono sembrati la brutta copia degli Arcadelt o dei primi Moonmadness. E ho detto tutto. Imitatori di imitatori. Su tutto aleggia, complice a dire il vero anche una registrazione da codice penale, una pesante cappa da doposcuola, da prove del gruppo scolastico in parrocchia prima della festa di classe del liceo. Questa la maggior parte del cd; poi ci sono due brani cantati in italiano ("la via deserta del sud-est" e "La porta nera" ) che provano un approccio più folk. Non male gli arpeggi dell'acustica, per il resto lasciamo perdere. Spero sinceramente che gli Eclisse continuino a suonare con passione. Magari un giorno troveranno anche recensioni favorevoli. |
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