Avant Garden

Maelstrom

autoproduzione - 2001

 

Gli Avantgarden sono un quartetto di Sacramento formatosi nel 1993 e dedito ad una musica strumentale, una fusione tra rock, jazz e psichedelia. Prima di arrivare alla line-up attuale e alla registrazione di questo primo disco, la band americana dovette affrontare una lunga gavetta anche se non priva di soddisfazioni (come alcune entusiastiche recensioni sulla rivista Expose'). Ma arriviamo a parlare della musica contenuta in questo dischetto. Certo, il nome del gruppo porterebbe a pensare ad una proposta altamente sperimentale, qualcosa di avanguardistico, ma in realtà non è affatto così. Non che la musica degli Avantgarden sia di semplicissimo ascolto, ma più che sulla sperimentazione è basata sull'improvvisazione (neanche tanto esasperata a dire il vero). Molti dei pezzi danno l'impressione di provenire da jam session, ma spesso sembrano un po' allungati, ripetitivi. La poca varietà dei suoni non fa altro che accentuare quest'impressione. Le capacità tecniche dei musicisti sono discrete, ben messe in risalto dall'eccellente registrazione (specialmente considerando il fatto che si tratta di un disco autoprodotto). Le 5 composizioni risultano essere abbastanza originali, con qualche accenno crimsoniano. I temi sono scanditi dalla durezza del sax, all'unisono con la chitarra di Brian Gould; assai gradevoli risultano alcuni passaggi guidati ed addolciti dal flauto di Flamp Sorvari, che arricchiscono il sound del gruppo e spezzano la palpabile tensione che a tratti si respira durante l'ascolto. Insomma,alla fine il tutto risulta gradevole, anche se mi aspettavo qualcosa in più. Avevo sentito parlare in termini lusinghieri di questo album ma, francamente, credo che gli Avantgarden abbiano ancora molto lavoro da fare. Se pur hanno dalla loro parte un sound originale ed ambizioso sono pochissime le emozioni che hanno saputo comunicarmi; i vari episodi sarebbero stati molto più convincenti se limitati ad una durata inferiore; trovo che i temi vengano ripetuti troppe volte (particolarmente stancante la lunghissima Path of the farwind). Un disco fatto di luci ed ombre che consiglio comunque di ascoltare in quanto lascia intravedere le buone potenzialità degli Avantgarden.

(Luca Sorrentino)

Track List

1.Dragon Feed 10:03; 2.Archemedes Tub 9:14; 3.Oceania 12:32; 4.Into the Maelstrom 7:57; 5.Path of the Farwind 18:25;

Line-up

Brian Gould : Guitars;
Jason kenney : Drums;
Flamp Sorvari : Sax and Flute;
Miles Gilster : Bass;

Guest artists:

Steve Roach - didgeridoo, spirit catcher, loops and percussion (3, 5)
J. D. Gardemeyer - percussion (3)
Jesse Winn - percussion (3)
Chris Dugan - percussion (3)