NDV

Karma

Ear Candy records -

 

Nick D'Virgilio oltre ad essere il batterista degli Spock's beard, ad aver collaborato in qualità di session-man con artisti quali Genesis, Tears for fears, Peter Gabriel e Sheryl Crow, ad essere pregevole cantante e chitarrista (come dimostrato dal live acustico registrato in duo assieme a Neal Morse e da noi recensito nel precedente numero di Paperlate), si dimostra ancora più versatile realizzando questo suo primo lavoro solista (che esce con il nick-name NDV). In questo album D'Virgilio fa veramente di tutto essendo autore (o co-autore) di tutti i pezzi, suonando batteria, percussioni, chitarra elettrica ed acustica, tastiere, basso e facendosi carico di tutte le parti vocali. Ad aiutare Nick in questa avventura (premesso che in alcuni brani suona da solo proprio tutti gli strumenti) sono, tra gli altri, Mike Keneally, Rick Mussallam e Bryan Bellar dei Beer for Dolphins, nonché i suoi compagni di sempre Alan Morse alla chitarra elettrica e violoncello e Ryo Okumoto al pianoforte. Una partecipazione piuttosto insolita è quella dell'amico Kevin Gilbert, talentuoso artista scomparso diversi anni fa, autore nonché pianista e chitarrista nel brano The game (Nick ha mantenuto le parti composte e suonate da Gilbert e vi ha aggiunto il cantato e gli altri strumenti). Come accaduto per i lavori solisti di Neal Morse, anche in questo cd lo stile Spock's beard o i richiami al progressive sono quasi del tutto assenti. Ci troviamo infatti di fronte ad un album in cui brani di matrice pop-rock solidi e accattivanti (anche se non sempre di immediata presa), si alternano a ballad malinconiche e a brani più sperimentali che rendono l'insieme abbastanza variegato e di sicuro piuttosto piacevole. Ottime rock song sono l'opener The river is wide, Dream is red o The game mentre un po' meno riuscite appaiono Forgiven e soprattutto Anything, mentre tra le ballad vanno segnalate Come what may e Will it be me, che non sfigurerebbero nel miglior repertorio di Billy Joel, e soprattutto The water's edge, scritta con Will Sexton, ed autentico capolavoro del disco. Brani decisamente più sperimentali sono lo strumentale Untitled (piuttosto fiacco…), nel quale Nick suona tutti gli strumenti, e l'originale title-track Karma, realizzata con una serie di sovrincisioni di sola voce e percussioni (decisamente migliore…). Chiudono il cd le ultime tre canzoni, unite a formare un unico brano di una quindicina di minuti, che sulla carta potevano rappresentare la proposta più allettante per i prog-fans ma che alla resa dei conti si limitano a formare una sorta di suite abbastanza piacevole (anche se di certo non "canonicamente" prog) ma sicuramente non imprescindibile e nella quale l'aspetto più interessante è dato dal drumming di altissimo livello del buon Nick (che in fondo è prima di tutto un ottimo batterista, non dimentichiamolo…). In definitiva questo Karma è di sicuro un buon disco che mostra le numerose doti musicali di D'Virgilio, prima fra tutte, oltre alla scontata e già ampiamente verificata abilità dietro piatti e tamburi, un'ottima voce, versatile e dal timbro molto piacevole. Le capacità compositive ci sono anch'esse anche se bisogna ammettere che non si mantengono sugli stessi livelli per tutta la durata del cd. Insomma se vi piacciono gli spock's beard ed avete apprezzato i lavori solisti di Neal Morse, potete pensare di dare una chance a questo Karma purché ben consapevoli che non vi troverete traccia del gruppo madre e che anche il prog sarà ridotto a pochi fugaci accenni. Poi non dite che non vi avevamo avvertito…

(Paolo Formichetti)

Track List: