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Bjorn Johansonn Discus ursi autoproduzione - 1998 |
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Passato è il tempo in cui dalla Svezia mi aspettavo sempre capolavori, e forse questo tipo di approccio più realista mi aiuta ad apprezzare meglio anche dischi di valore medi come questo. Di Bjorn Johansonn mi sembra di aver letto tempo fa in una delle varie prog-zines a cui sono tenacemente abbonato, ma nulla avevo sentito fino a questo "Discus ursi", nel quale il nostro Bjorn fa da one-band band coadiuvato da alcuni ospiti, un cantante maschile, una femminile e il ben noto Par Lindh che imperversa con il suo esercito di tastiere esibendosi, e neanche malaccio, alla batteria. Ecco, appunto, Par Lindh mi sembra proprio il riferimento principale dell' opera di Johansonn, forse però con una minore accentuazione dei toni epici e classicheggainti e una maggiore eccentricità di fondo. Per il resto dopo un brevissimo preludio parte King Of Gold e per alcuni secondi sembra di ascoltare David Sylvian, ma è solo un miraggio perché si parte subito con un prog di impronta analogica, molto più seventy che attuale, con un dilagare di tastiere ( non manca neanche il layered mellotron, ci mancherebbe), voce maschili discutibile, molto meglio la femminile, isole quasi rinascimentali, discreti squarci strumentali, qualche assolone di chitarra che non guasta..... insomma il solito armamentario progressivo senza infamia e senza lode ormai caduto criticamente un po' in disgrazia. Da parte nostra non gridiamo certo al miracolo ma "Discus Ursi" ci sembra un disco non privo di dignità, con frequenti cambi di tempo ed atmosfera e gradevole per gli appassionati del genere. (Michele Chiusi) Track List: 1. DISCUS URSI PRELUDE 2. KING OF GOLD 3. TIME FRACTURE 4. PEGASUS 5. THE LAST MINSTREL OF MARBLE 6. DISCUS URSI RAPSODY |
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