Gallant Farm

Leverage

Progland - 1994

 

Ottimo gruppo progressive romano, che ha avuto il suo apice agli inizi degli anni '90, dopo il medioevo musicale degli anni '80. Proprio in questo ambito si stavano formando nella capitale gruppi prog come i Leviathan, Montefeltro, Arcadelt, e iniziava la moda dei gruppi cover rock-progressive con Advision (Yes), Black Night (Deep Purple), Revelation (Genesis), Fluido Rosa (Pink Floyd) e tanti altri. Il disco (l'unico) dei Gallant Farm è un lavoro apprezzabile sia dal punto di vista delle idee sia per come queste sono state arrangiate e suonate, dove si aggiungono alla formazione principale validi ospiti con cui ho avuto il piacere di lavorare (Andrea Moneta - percussioni, Cristina Vinci - flauto, Alex Brunori - voce), ed altri come Gino Lidonnici - oboe e Manrico Andreozzi - cori. Proprio questa ricchezza fa di Leverage un disco da ascoltare con attenzione, per gustare tutte le sfumature che ci offre. I brani sono tutti molto belli, nonostante la scelta di usare suoni di tastiera a cavallo tra gli '80 e i '90, compreso un Hammond finto che se fosse stato sostituito con l'originale avrebbe dato ai pezzi sicuramente una marcia in più. Particolarmente di impatto sono Shelter in the Dunes, Sunlight e Free Climber, gli altri brani, ugualmente validi dal punto di vista musicale, contengono dei segmenti "meditativi" altrettanto interessanti. Questi ultimi consistono in parti di chitarra acustica e basso fretless, oppure oboe e flauto, ed in tutti i casi sono sempre incastrati ad arte e danno un tocco classico all'intero lavoro. In definitiva l'intero album rivela una buona capacità di sintetizzare uno stile proprio da quelli che sono stati gli stili classici dei prog, e le ottime qualità strumentistiche dei componenti fanno tutto il resto.

(Stefano Paolucci)

Track List:

1. Shelter in the Dunes 2. Spring Night Chant 3. Sunlight 4. Something Behind Today 5. Free Climber 6. Sand Storm 7. Been too Wrong 8. Chloe