Dik Dik

Suite per una donna assolutamente relativa

BMG - 1972

 

Premessa: Dopo tanti anni di ascolto passati tra un artista e l'altro non ho mai sentito per intero un lavoro dei DIK DIK pur conoscendo di fama la band e avendola conseguenza relegata nel genere canzonettistico italiano; questa recensione vuole solo essere l'esame di un momento probabilmente interlocutorio di questa formazione che comunque dopo l'ascolto del lavoro mi ha colpito favorevolmente. Ogni epoca si sa ha le sue caratteristiche sociali, politiche, economiche e artistiche le quali inevitabilmente influenzano il modo di vivere delle diverse generazioni. Per parlare dei DIK DIK bisogna far riferimento al decennio degli anni 60, anni in cui si respirava aria di rivoluzione culturale probabilmente importata anche da altri paesi esteri. Tutto questo stravolse o perlomeno tentò di stravolgere (visti i tempi recenti) diverse cose tra cui anche il modo di fare musica. Nacque il genere musicale BEAT (insieme ad altri come la PSICHEDELIA che probabilmente evolveva alcuni concetti del BEAT) che grazie al successo mondiale dei BEATLES anche in Italia annoverava diversi discepoli tra cui: I GIGANTI, I RIBELLI, I CAMALEONTI, l'EQUIPE 84, I POOH, I JAGUARS, ALUNNI DEL SOLE, I CUGINI DI CAMPAGNA, PATTY PRAVO, FORMULA TRE e appunto i DIK DIK. Quasi tutti questi gruppi mossero i primi passi con la riproposizione di cover dei gruppi inglesi e statunitensi come i già citati BEATLES, ROLLING STONES, YARBIRDS, ANIMALS, SPENCER DAVIS GROUP, KINKS, RAY CHARLES, WILSON PICKETT, OTIS REDING. Oltre alle cover alcuni di loro accompagnarono artisti italiani già affermati come LUCIO BATTISTI, ADRIANO CELENTANO RICKY GIANCO. Caratteristica del BEAT non era certo quella di comporre lunghi ed articolati brani che invece avevano una struttura breve ed orecchiabile, decisamente una musica istintiva e fisica. Nel decennio successivo invece le cose cambiarono nacque il PROGRESSIVE che intellettualizzava la voglia di fare musica dei giovani e sicuramente portò la cosiddetta musica popolare a dei livelli molto alti tanto da non sfigurare neppure coi "professionisti delle musica classica". Importante è evidenziare questo passaggio di consegne in quanto i DIK DIK nati prevalentemente come gruppo dedito alla canzone di presa rapida volle confrontarsi con una forma musicale nuova e diciamo pure alla moda in quei anni come il PROGRESSIVE e/o MUSICA D'AVANGUARDIA. Ancora importante è stabilire il punto di "vista musicale" con cui si ascolta questo lavoro. Infatti se il lavoro viene ascoltato come il tentativo di un gruppo, che fino ad allora gravitava in un genere musicale diverso, di migliorarsi in composizioni molto ragionate allora troveremo qualcosa di interessante, se invece si hanno in testa i grandi della musica progressive con le loro immense suites allora qualcosa o forse tutto ci sembrerà immensamente banale. Ma ripeto dopo l'ascolto ho dovuto ricredermi, certo non è un capolavoro indispensabile, ma comunque può stuzzicare qualche palato musicale. In sintesi la storia della band è accompagnata da collaborazioni illustri del mondo della musica pop italiana come LUCIO BATTISTI e MOGOL con i quali sfornano successi da classifica a raffica come: SOGNADO CALIFORNIA, SENZA LUCE, IL MONDO E' CON NOI, GUARDO TE E VEDO MIO FIGLIO, IL VENTO ecc ecc. Questo sodalizio artistico finì dopo qualche anno e ne incominciò subito un altro con MAURIZIO VANDELLI (EQUIPE 84) con l'ISOLA DI WIGHT, STORIE DI PERIFERIA. Hanno anche partecipato a tutti i festival di "regime musicale" nostrani e via dicendo continuando la loro attività di sicuro fino alla fine degli anni 90. Da segnalare la presenza nel corso degli anni di musicisti quali JOE VESCOVI (TRIP), NUNZIO FAVIA (OSAGE TRIBE), ROBY FACINI. Assieme a VOLANDO questo SUITE PER UNA DONNA ASSOLUTAMENTE RELATIVA rappresenta un riuscito tentativo di discostarsi per un attimo dal genere canzonettistico di facile presa che li ha visti protagonisti per tanti anni. In generale su questo lavoro (probabilmente a tema unico o concept, i testi del lavoro sono affidati a HERBERT PAGANI) si può dire che su una base strutturale fatta a canzone il gruppo ricama sopra sonorità a tratti quasi sinfoniche ed in alcuni momenti oscure sempre comunque rimanendo nei limiti delle potenzialità della formazione non certo maestra del genere progressivo. DONNA PAESAGGIO incomincia come un classico inno generazionale dell'epoca più spensierata della canzone italiana anche se poi sviluppandosi il gruppo inserisce sonorità più intriganti che danno più varietà e profondità al brano. IL VISO ha la parvenza di un classico lento molto sensuale almeno nel suo inizio, ogni tanto i suoni si fanno meno scontati e più incisivi insomma più vicino ad un concetto prog specialmente nel solo di tastiere. Ci siamo… Con IL CUORE si incomincia ad ascoltare quasi un gruppo dei più impegnati: note sofferte e malinconiche ci accompagnano fino ad un cambio di tempo che velocizza il pezzo e lo rende decisamente interessante (fino a questo momento l'apice del disco). Segnalo l'ottimo lavoro alle tastiere di MARIO TOTARO che senza strafare dà molta atmosfera e spazialità al brano. Il breve INTERMEZZO continua su toni quasi drammatici con ottimi cori unendosi a LA CATTEDRALE DELL'AMORE che si mantiene su sonorità tese e imponenti con un finale quasi sperimentale che introduce LE GAMBE pezzo decisamente più movimentato che mi ricorda qualche vecchia cavalcata sonora dei primi DEEP PURLPE. Ancora un buon pezzo dove la band ben si amalgama nei suoni. La strumentale SUITE RELATIVA colpisce per il suo feeling facendo da intro all'"americana" MONTI E VALLI che mantiene sempre dei suoni molto interessanti e vari in questo caso più solari; ancora in primo piano il lavoro di TOTARO sia in fase solista che di accompagnamento. Decisamente più oscuri cadenzati i suoni iniziali de I SOGNI che poi si trasforma in brano cantato in coro dai musicisti ed assume aspetti più sinfonici. Nuovamente suoni sperimentali e cosmici fanno da preludio a LA NOTTE che fa risaltare un piano molto baroccheggiante, molto buono anche il cantato. Conclude il concept SINTESI che riprende i principali temi del lavoro che comunque si è rilevato un valido tentativo di musica più impegnata che può rappresentare un buon diversivo per le nostre discografie. Spontaneo o studiato a tavolino per cavalcare la moda di quel momento non spetta a me dirlo.

(Paolo Lacqua)

Track List:

1. DONNA PAESAGGIO 2. IL VISO 3. IL CUORE 4. INTERMEZZO 5. LA CATTEDRALE DELL'AMORE 6. LE GAMBE 7. SUITE RELATIVA 8. MONTI E VALLI 9. I SOGNI 10. LA NOTTE 11. SINTESI

Formazione:

ERMINIO SALVADERI:CHITARRA/VOCE
PIETRUCCIO MONTALBETTI:BASSO
GIANCARLO SBRIZIOLO:CHITARRA/VOCE
MARIO TOTARO:TASTIERE
SERGIO PANNO:BATTERIA