Cervello

Melos

BMG - 1973

 

Altro gruppo di origine partenopea dopo le mie recensioni dei NAPOLI CENTRALE e del BALLETTO DI BRONZO sono i CERVELLO, formatosi nel 1972, tra le cui fila abbiamo una delle prime apparizioni del grande CORRADO RUSTICI, che aveva solo 17 anni quando entrò in sala d'incisione per incidere MELOS, Corrado, fratello di DANILO RUSTICI degli OSANNA, lo troveremo in seguito nel gruppo del fratello e nella jazz-rock band dei NOVA, dopo di che vola negli states dove apprende nuove tecniche musicale e collabora con grossi personaggi musicali tra cui il batterista NARADA MICHAEL WALDEN (TOMMY BOLIN BAND-MAHAVISHNU ORCHESTRA), MILES DAVIS, HERBIE HANCOCK, GEORGE BENSON. Tornato poi in italia diventa produttore, musicista ed arrangiatore richiestissimo; tra i nomi più noti, a cui ha impreziosito i lavori, citerei ZUCCHERO di cui ricordo un grande pezzo dal nome di DUNE MOSSE e FRANCESCO DE GREGORI con l'album PRENDERE E LASCIARE in cui partecipava anche il grande batterista STEVE SMITH (JOURNEY e VITAL INFORMATION). Inoltre ha prodotto il brano LUCE, grande successo della brava cantante ELISA che è sicuramente una delle migliori nel contesto del triste panorama italiano pop attuale. Tornando ai CERVELLO metterei subito in chiaro che in questo caso ci troviamo di fronte ad un prodotto di musica PROGRESSIVA a tutti gli effetti: ascoltando il lavoro si notano pesantemente influenze di musica etnica-mediterranea, jazz-rock-free jazz, soluzioni classicheggianti e romantico progressive ed anche delle piccole dosi di rock e sperimentalismi oscuri classici della scuola francese (filone MAGMA) il tutto unito in una sorta di geniale "pangea sonora" che con il suo amalgama di stili risulta difficile da assimilare ai primi ascolti ma che indubbiamente possiede un grandissimo fascino, grazie anche ad un ottimo uso degli strumenti a fiato, come solo i migliori gruppi della scena italiana di quegli anni possedevano. MELOS rappresenta l'unico capitolo di questa formazione-"meteora". Anche la durata complessiva e dei singoli brani è molto contenuta con l'unica eccezione per i sette minuti del secondo brano TRITTICO. Pur essendo di durata limitata i brani risultano comunque molto carichi di musica e di passaggi che impegnano molto l'ascolto. Sicuramente non ci troviamo di fronte a delle canzonette da fischiettare mentre si fa la doccia grazie anche ai testi molto particolari. Entrando nel dettaglio del lavoro già dal brano di apertura, CANTO DEL CAPRO, viene fuori tutta la musicalità del quintetto che nell'intro del brano ci trasporta in terreni mistici ed arcani dove strumenti a fiato, percussioni, chitarre e cori celestiali si intrecciano in una sorta di rito preparatorio all'ascolto dell'intero album; le atmosfere sono molto evocative ed oscure in alcuni tratti molto vicine alla scuola francese. Il brano poi prosegue in maniera più movimentata con gli strumenti che eseguono ritmiche difficili e asimmetriche. Il TRITTICO è aperta da un emozionante cantato che viene accompagnato da note soffuse ed arpeggiate di chitarra acustica dove gli altri strumenti solleticano l'ascolto con dolci armoniche note. L'aspetto più classicheggiante in questo inizio viene messo in risalto. Poi un cambio repentino di sonorità ci trasporta in uno sfrenato momento jazz-rock dove la band dimostra tutta la sua durezza: ma si tratta solo di un attimo e il tema iniziale viene ripreso e ci tranquillizziamo di nuovo. Il vertice del lavoro. EUTERPE mantiene ancora sonorità acustiche e sognanti tutto sommato abbastanza lineari dove solo gli assoli di sax e di chitarra ci fanno sobbalzare. Note cosmiche e sperimentali introducono SCINSIONE (T.R.M.) che poi si trasforma in una classica composizione di jazz rock venata comunque di elementi differenzianti rispetto alla norma, su tutti un certo alone darkeggiante di sottofondo che riporta alla scuola CRIMSONIANA (in questo brano per le parti più inquietanti, nel brano successivo per l'aspetto più romantico). Più dolce risulta MELOS ed in questo caso la vena romantico progressiva più classica viene fuori alla grande. Grande finale in crescendo: sicuramente altro vertice del lavoro. Molto suggestiva è la parte iniziale di GALASSIA dolce ma molto intricata nei suoi passaggi sia strumentali che vocali. Brano che comunque prosegue su toni pacati e intriganti dove le chitarre acustiche e vari strumenti a fiato eseguono delle belle trame; sonorità che ci riportano ad antichi tempi di civiltà perdute, solo nel finale si ritorna a passaggi più nervosi ed elettrici. Ancora un brano da segnalare. Chiude il lavoro AFFRESCO dove il gruppo ci saluta in maniera molto evocativa con la voce accompagnata da chitarra acustica e fiati. Lo ripeto sicuramente il classico prodotto che si ama o si odia (consiglio l'ascolto ad un pubblico dotato di grande spirito d'avventura) ma comunque prezioso per chi voglia fare una ricerca storica sulla nostra cultura musicale sempre ricca di gemme tutte da scoprire.

(Paolo Lacqua)

Track List:

1) CANTO DEL CAPRO 2) TRITTICO 3) EUTERPE 4) SCINSIONE (T.R.M.) 5) MELOS 6) GALASSIA 7) AFFRESCO

Formazione:

CORRADO RUSTICI: CHITARRA/FLAUTO/VIBES/VOCE
GIULIO D'AMBROSIO:FLAUTO/SAX/CHITARRA
GIANLUIGI DI FRANCO:VOCE/FLAUTO/PERCUSSIONI
REMIGIO ESPOSITO:BATTERIA/VIBES
ANTONIO SPAGNOLO:BASSO/CHITARRA/FLAUTO/VOCE/VIOLINO