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Camel The Paris collection Camel production- 2001 |
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Lunedì 18 Settembre 2000 ho avuto la fortuna di assistere all'unica data italiana del tour mondiale dei CAMEL, che hanno incantato per oltre due ore l'attento, competente pubblico che ha lungamente applaudito ogni singolo brano eseguito in concerto all'Hiroshima Mon Amour di Torino. E' stata, personalmente parlando, un'esperienza esaltante: trovarsi a due metri dal palco su cui si esibiva Andrew Latimer, bombardato dai decibel che gli enormi monitor diffondevano nell'aria al punto di farmi svolazzare il bordo dei calzoni, riascoltando brani "mito", mi ha procurato emozioni difficilmente descrivibili. Inoltre se considerate che questa band ha tracciato in modo indelebile il sentiero musicale che ho percorso in tutti questi anni, capirete perché considero quella serata così speciale. E' stato piacevole costatare che un estratto di quanto ascoltato in concerto sia stato utilizzato per "forgiare" il contenuto di questo "The Paris collection", ennesimo capitolo live ufficialmente licenziato dal gruppo. Ancora una volta i CAMEL propongono un excursus musicale che abbraccia ben ventisei anni d'esemplare carriera: dall'omonimo album d'esordio "Camel" (1973 MCA * MAPS 6477) alla penultima prova di studio "Rajaz" (1999 CAMEL PRODUCTIONS * CD-009CD). A fronte di una produzione discografica che raramente ha vissuto momenti di cedimento artistico/compositivo (mi sovviene soltanto l'album del 1982 "The single factor" DECCA * SKL-R 5328), era scontato prevedere l'assenza d'importanti perle che hanno contribuito a diffondere il verbo del progressive-rock a livello mondiale: "The snow goose" (1975 DECCA * SKL-R 5207) ne è un fulgido esempio. Nonostante ciò è bello riascoltare le versioni on stage di "Chord change", "Slow yourself down" (in un'inedita doppia versione) e "Lady fantasy", un affettuoso, doveroso omaggio ai vecchi compagni d'avventura che hanno lasciato Latimer cammino facendo: Peter Bardens, Andy Ward, Doug Ferguson. Coinvolgenti e toccanti le tracce ricavate dai più recenti "Dust and Dreams" (1991 CAMEL PRODUCTIONS * CP-001CD) o dal già citato "Rajaz", di cui "Sahara" costituisce uno dei brani più ficcanti, una di quelle tracce che meglio traducono e trasmettono lo stile CAMEL agli ascoltatori. Andy Latimer, coadiuvato dal fido Colin Bass e supportato dal poliedrico Guy LeBlanc alle tastiere e dall'energico Denis Clement alle percussioni, confeziona un altro eccellente album live in attesa d'inedite prove di studio. Un'ottima occasione per quanti non abbiano ancora avuto modo (anatema a voi!) di avvicinarsi a questa icona del rock progressivo. I CAMEL ovvero un marchio che ha visto avvicendarsi, nel corso degli anni e delle molteplici formazioni incarnazione di questa band, musicisti del calibro di Mel Collins, Brian Eno, Richard Sinclair, Ton Schenperzel, Kit Watkins ... se tutto questo non è sufficiente garanzia di qualità, tanto peggio per voi. Long life CAMEL! (Luciano Costarella) Track list: 1) Ice 8:47 (from "I can see your house from here") 2) Chord change 8:52 (from "Moonmadness") 3) Fingertips 6:40 (from "Stationary traveller") 4) Slow yourself down 4:30 (from "Camel") 5) Sahara 6:51 (from "Rajaz") 6) Mother road 6:07 (from "Dust and dreams") 7) Little rivers and little rose 1:55 (from "Dust and dreams") 8) Hopeless anger 5:43 (from "Dust and dreams") 9) Lady fantasy 16:03 (from "Mirage") 10) Slow yourself down 5:34 (late-night version) Musicians: Andrew Latimer
- guitars, flute, vocals |
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