Nil

Quarante jours sour le Sinai

autoproduzione - 2002

 

(Con quest'eccellente concept-album i NIL irrompono prepotentemente sull'ampio palcoscenico progressive, offrendoci un'opera ispirata al capitolo della Sacra Bibbia narrante le vicissitudini di Mosè che, sfuggito agli Egizi, raggiunse il monte Sinai dove si ritirò per quaranta giorni e quaranta notti ricevendo da Jahve due tavole di pietra sulle quali erano incisi i 10 Comandamenti. Questa formazione francese, a me sino ad oggi sconosciuta (mea culpa!), è giunta alla terza pubblicazione: il CD in questione è stato preceduto dall'omonimo "Nil" opera d'esordio del 1999 (NIL RECORDS * NIL01) a cui ha fatto seguito "Nocturnes" sempre nello steso anno (NIL RECORDS * NIL02). "Quarante jours sur le Sinai" è una lunga suite (66 minuti) costituita da due atti, a loro volta suddivisi in ventinove movimenti, ventinove diverse tessere di un puzzle che conferiscono a questo disco, nel loro insieme, i contorni marcatamente propri di una vera rock-opera. I NIL si rifanno, musicalmente parlando e sempre secondo un personale punto di vista, a certi concept che hanno contribuire a mitizzare (sempre per il sottoscritto) alcune band del "rock-progressif francaise", lavori incisi su etichette discografiche da sempre oggetto dei desideri da parte dei collezionisti di vinile più incalliti; mi balenano in mente, ad esempio, i WAPASSOU di "Messe en re mineur" (1976 CRYPTO - ZAL 6410) e "Ludwig - Un roi pour l'eternitè" (1979 CRYPTO - ZAL 6477). Altri importanti agganci si ritrovano in "Part I & II" degli elvetici AGAMENNON (1980 TURICAPHON * AGA 12410) o nei lavori dei KING CRIMSON seconda edizione ("Discipline" e "Three of a perfect pair"). I NIL sono un po' tutto questo: la loro musica offre lunghe sequenze strumentali, che assumono aspetti marcatamente sinfonici grazie ad un uso mai troppo invadente del mellotron e di altri tipi di tastiere (in cui eccelle Benjamin Croizy) , intermezzi elettroacustici in cui si apprezzano gli assolo di flauto o più semplicemente di chitarra classica (David Maurin ne è splendido interprete). Inoltre la band transalpina non scorda di "citare" quanto di meglio il Re Cremisi ha prodotto nel periodo EG: furiosi, nervosi fraseggi di chitarra elettrica al limite della distorsione, esaltati dai possenti giri di stick-bass imbracciato da Samuel Maurin e dal lavoro di Frank Niebel dietro la batteria. I succitati musicisti si avvalgono, inoltre, della collaborazione di un fitto gruppo di strumentisti e vocalist, che apportano un tocco di misticismo alla musica del quartetto di Annecy. Mi riesce difficile, causa la particolare struttura dell'album, riportare alcune espressive tracce di riferimento: questo è un CD da ascoltare ininterrottamente dall'inizio alla fine, concentrandosi attentamente sulla musica e sulle emozioni trasmesse secondo dopo secondo. Non avviate il lettore per ascoltare "Quarante jours" come sottofondo alle vostre occupazioni, sarebbe tempo sprecato; distendetevi ed accompagnate con la mente i NIL in questa affascinante realizzazione di rock sinfonico e ne coglierete tutta la forza, la poesia, la superba bellezza.

(Luciano Costarella)

Track list:

1) Acte I 36:16 2) Acte II 26:42

Musicians:

David Maurin - guitars, flute, gong, bass clarinet
Samuel Maurin - bass, stick, voice
Benjamin Croizy - synth, mellotron, church organ, Hammond, piano, MS20, timpani
Frank Niebel - drums, percussion

Additional Musicians:

Roselyn Berthet - vocals, ethereal voices
Audrey Casella -narrator
Anne Cayrol - cello
Samy Cyr - ethereal voices
Hervé Franconi - soprano saxophone
Francois Pernel - harp
Eric Vedovati - vocals