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Hostsonaten Springsong Sublime Records - 2002 |
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A più di un anno dalla sua pubblicazione, giunge (doverosamente!) il momento di recensire il disco di una band che meglio rappresentano l'italian-progressive nel mondo: gli HOSTSONATEN. Dietro questo nome figura Fabio Zuffanti, l'eccezionale compositore (l'elogio è dovuto al sincero senso d'ammirazione che nutro nei suoi confronti) che ha concepito e varato con Victoria Heward "Merlin - The rock opera" (2000 IRIDEA * 2000-6-2 AB), nonché fondato etichette discografiche come la stessa IRIDEA o la più recente SUBLIME. Anche in "Springsong", l'ultima fatica discografica che Zuffanti ha pubblicato in collaborazione con un ampio cerchio d'eccellenti collaboratori, traspare tale creatività musicale; l'album, interamente strumentale, è un delizioso esempio di progressive-rock pastoral-sinfonico, con qualche strizzata d'occhio a folk, jazz e new-age. Le contaminazioni presenti nei nove brani, attraverso cui gli HOSTSONATEN celebrano in musica la stagione del "risveglio", sono intuibili scorrendo l'elenco degli strumenti utilizzati per l'incisione del disco. Ciò che maggiormente mi ha colpito dall'ascolto di "Springsong", è la perfetta alternanza tra le parti eseguite dalla strumentazione elettrica in contrapposizione a quella acustica, l'ottimo livello di coesione raggiunto fra musicisti, la meticolosità perseguita negli arrangiamenti; la conferma di tutto ciò è riscontrabile fin dall'iniziale traccia "In the open fields" o dalle seguenti "Kemper / Springtheme", "Living Stone And 1st Reprise", "The Wood Is Alive With The Smell Of The Rain". Melodiosi passaggi di flauto, delicati duetti tra chitarra acustica e violino, superbi assolo di sax e di chitarra elettrica, eccellenti tappeti di tastiere conferiscono a questi brani una grande solarità, una sorta di frizzante energia. Molti i parallelismi che si potrebbero fare con la musica dei GENESIS di "Trespass" (1970 CHARISMA * CAS 1020), "The geese & the ghost" (1977 VERTIGO * 9124 360) di ANTHONY PHILLIPS o con i lavori dei CAMEL ma, personalmente, gradirei citare altre illustri formazioni quale termine di paragone: i giapponesi MIDAS, i loro connazionali OUTER LIMITS o ancora i brasiliani SAGRADO CORACAO DA TERRA. "The underwater and 2nd reprise" è, invece, un bell'esempio di jazz-rock caratterizzato da un ficcante finale di chitarra, un brano sorretto dalla costante presenza del basso di Fabio Zuffanti. Altro cambio di registro è udibile nella penultima traccia "Evocation Of Spring In A Fastdance"; qui risalta maggiormente la vena compositiva degli HOSTSONATEN di matrice folk-rock, un particolare connubio comparabile al "Locomo/Locomotion" dei francesi GWENDAL (1983 PATHE MARCONI * 064 1727071). Chiude magnificamente l'album la mini-suite "Toward The Sea", il lungo brano suddiviso in tre parti in cui sono ripercorsi sentieri musicali particolarmente familiari agli appassionati di prog sinfonico e di folk-rock; il finale in crescendo, in cui svetta il suono delle french bagpipes, chiude magistralmente un CD obbligatoriamente da acquistare. (Luciano Costarella) Track list: 1) In The Open Fields - 4:57 2) Kemper / Springtheme - 5:36 3) Living Stone And 1st Reprise - 3:30 4) She Sat Writing Letters On The Riverbank - 3:47 5) The Underwater And 2nd Reprise - 3:28 6) Lowtide - 3:20 7) The Wood Is Alive With The Smell Of The Rain - 4:20 8) Evocation Of Spring In A Fastdance - 2:40 9) Toward The Sea - 13:18 a) Blackmountains b) 3rd Reprise c) Springland Musicians: Fabio Zuffanti
- 12-string guitar, acoustic guitar, bass |
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