Arena

Contagion

Verglas - 2003

 

Dopo "Songs From The Lion's Cage" (1995), "Pride" (1996), "Welcome To The Stage" (1997) e "The Visitor" (1998), questo è il quinto album in studio (escludendo l'EP "The Cry" 1997) per questi Arena, che non hanno certo bisogno di presentazioni visto la militanza nel panorama prog ed il calibro delle persone che lo compongono. La loro proposta musicale è una sorta di progressive o new-progressive, che col passare del tempo si è raffinata, è migliorata tecnicamente rispetto ai primi album, e si è contaminata da sonorità rock più contemporanee e 'powerful'. Forse oggi, con questo prodotto ben confezionato e tecnicamente perfetto, ma più freddo ed impersonale, manca un pò di quel calore e di quella emotività che si percepiva nei primi lavori. Comunque questo è il prezzo da pagare per raggiungere la popolarità, ed anche se la ricerca di sonorità personali e originali è costante, è impossibile non accostarli a gruppi come Marillion, Pendragon, Pallas od addirittura ai mostri sacri degli anni '70, non ultimi i Pink Floyd. La prima cosa che giunge agli occhi è che dei 16 brani nessuno supera la durata dei 6 minuti nonostante la durata globale dell'album di 58.50. Si comincia con "Witch Hunt", un brano da ritmo battente e pomposo, corollato dalle tastiere in backgroud, per passare ad "An Angel Falls", che sa essere dolce, melodica ed introduce alla traccia successiva "Painted Man". Questa riesce ad essere allo stesso tempo suggestiva ed incisiva con continui cambi d'atmosfera. Una nota di merito per "This Way Madness Lies", e "Riding the Tide" che sono brani completamente strumentali, mentre con "Spectre at the Feast", una calma e familiare melodia, con qualche sbalzo di umore, ci riporta a similitudini con i Pendragon. "Never Ending Night" scorre piacevolmente sui bellissimi passaggi di chitarra e pianoforte mentre su "Skin Game" e "Salamander" viene messa in particolare risalto la voce di Rob Sowden su delle atmosfere che variano tra uno stile alla Genesis e uno stile alla Threshold. "Tsunami", una traccia inquietante con un cupo suono di organo. "Bitter Harvest" ha un suo sapore 'epico' mentre "The City of Lanterns" è un brano di transizione di breve durata per introdurre "Riding the Tide". In "Mea Culpa" il 'crepitio' di un disco in vinile introduce la voce di Rob Sowden su di una musica tipicamente da chiesa . "Cutting the Cards", un bel brano arioso e dinamico, che inizia con una chitarra acustica in stile spagnoleggiante per poi 'galoppare' freneticamente fino alla fine. Chiude "Ascension", con quel melodico e quella voce in stile powerful dal fare struggente, con in sottofondo un bel tappeto di tastiere. Un buon lavoro, che entusiasmerà sicuramente i fan del gruppo, ma che non mancherà di 'convincere' anche gli amanti della buona musica.

(Vittorio Scarafiotti)

Track List:

1. Witch Hunt (4.14) 2. An Angel Falls (1.13) 3. Painted Man (4.39) 4. This Way Madness Lies (3.35) 5. Spectre at the Feast (5.33) 6. Never Ending Night (3.23) 7. Skin Game (4.42) 8. Salamander (3.55) 9. On the Box (2.38) 10. Tsunami (2.36) 11. Bitter Harvest (2.51) 12. The City of Lanterns (1.21) 13. Riding the Tide (4.26) 14. Mea Culpa (3.43) 15.Cutting the Cards (4.55) 16. Ascension (4.31)

Formazione:

Clive Nolan: keyboards
John Mitchell: guitar
Mick Pointer: drums
Ian Salmon: bass
Rob Sowden: vocals