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Napoli Centrale Mattanza Ricordi-BMG - 1976 |
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italiana come ubicazione geografica ma "aperta" a musicisti stranieri, i
NAPOLI CENTRALE fanno parte di quei gruppi che hanno scritto a lettere maiuscole
la storia della nostra musica insieme ad altri giganti quali PFM, BANCO,
PERIGEO, AREA, ORME, NEW TROLLS, GOBLIN ecc ecc. I Napoli Centrale si sono
formati nel 1975 da un'idea di JAMES SENESE e FRANCO DEL PRETE che fino
a quel momento avevano militato negli SHOWMEN 2. La prima formazione comprendeva
anche MARK HARRIS al piano elettrico e TONY WALMSLEY al basso (in seguito
passeranno nei rinnovati ROVESCIO DELLA MEDAGLIA), e pubblicò lo stesso
anno l'omonimo album d'esordio che considero indispensabile per ogni discografia
progressive che si rispetti. Sicuramente per delineare il suono della band
bisogna fare riferimento al jazz-rock non chitarristico, ma in questo caso
contaminato da forti componenti di musica popolare. Ne scaturisce una musica,
sì tecnica ma anche calda, sudata, che sa di vita difficile ma affrontata
con coraggio da chi ne è chiamato in causa, che parla delle problematiche
della vita di ogni giorno ma anche di problemi sociali. I testi sono tutti
in dialetto napoletano, cosa che dona alla loro proposta ulteriore originalità.
Da allora hanno continuato ad incidere, sempre a nome NAPOLI CENTRALE, pur
con una lunga pausa dal 1977 al 1992 (dagli esordi ad oggi conto sei album
ma forse me ne sfugge qualcuno...). L'ultimo lavoro di mia conoscenza ZITTE!
STA VENENN'O MAMMONE risale al 2001. JAMES SENESE ha inoltre pubblicato
diversi lavori come solista e collaborato con diversi artisti tra cui PINO
DANIELE nella cui band militò per un brevissimo periodo. In seguito, come
tutti sappiamo, Senese è diventato uno dei musicisti più noti ed apprezzati
nel panorama della musica pop italiana. MATTANZA pubblicato nel 1976 è il
secondo lavoro della band che aveva nel frattempo rimpiazzato i dimissionari
HARRIS e WALMSLEY con AGOSTINO MARANGOLO alla batteria (GOBLIN, ETNA, PINO
DANIELE), PIPPO GUARNERA al fender piano (che grande strumento!) e KELVIN
BULLEN al basso (su alcuni siti internet è segnalata la presenza anche di
BRUNO BIRIACO batterista dei PERIGEO). L'album contiene sette pezzi, quattro
dei quali superano i sette minuti, ed è in gran parte strumentale. Degli
schiamazzi di strada e la musica di un'orchestrina di quartiere fanno da
preambolo a SIMME IUTE E SIMME VENUTE brano che si apre nel più classico
stile jazz-rock con piano elettrico e fiati che s'intrecciano nervosamente
sostenuti da una precisa e tecnica sezione ritmica; un buon giro di basso
fa poi stabilizzare il ritmo del brano che risulta caldo e avvolgente. La
voce nervosa di JAMES accompagna in alcuni momenti il pezzo con dei vocalizzi.
Non c'è che dire, buona partenza! SOTTO A SUTTANA, brano quasi interamente
strumentale, ha una partenza lenta e soffusa, con basso, piano elettrico
e batteria a creare un sottile tappeto sonoro che fa risaltare il prezioso
sax di Senese che tesse delle ottime trame melodiche per poi tuffarsi in
un bell'assolo seguito in risposta da un caldissimo solo di piano elettrico:
grande prova di gruppo, un'ideale colonna sonora per una calda notte d'estate
quando non si riesce proprio a dormire. Il terzo brano dell'album SOTTO
E 'N COPPA è caratterizzato da un intrigante inizio con sax e tastiere che
tessono note sempre più notturne e sognanti e mantiene alto il livello fin
qui dimostrato dai musicisti. Queste sonorità sarebbero adattissime come
accompagnamento sonoro per qualche film poliziesco dell'epoca. Il brano
prosegue poi col sax di JAMES che fa la parte da padrone nell'economia del
pezzo di tanto in tanto contrastato dal sempre ottimo fender piano di PIPPO
GUARNERA. Ovviamente sopra le righe anche la sezione ritmica di AGOSTINO
e KEVIN che non sbagliano un colpo. Un piccolo intermezzo chitarristico
ed acustico con 'O NONNO MIO cantato con passione da JAMES accompagnato
da malinconiche note di violino, crea una parentesi che viene subito chiusa
col pezzo più lungo del lavoro, SANGUE MISTO che con i suoi 13 minuti ci
consegna una band da antologia: inizio più movimentato con tastiere-basso
e batteria che come al solito si intrecciano in maniera ineccepibile e intelligente,
per giungere poi al suono del sax che conduce per mano la band in un'ottima
prova strumentale. Musica molto tecnica ma che non stanca, ritmi che ti
entrano sotto la pelle e ti elettrizzano, ma possiamo ascoltare anche qualche
momento più tranquillo che crea varietà al brano. Una composizione che può
sicuramente essere presa come esempio di ottimo jazz-rock. Un finale molto
tecnico e nervoso chiude il brano che rapèpresenta sicuramente il vertice
dell'intero disco. FORSE STO CAPENNO, si apre con delle malinconiche note
di piano raggiunto, dopo qualche minuto, dall'ottimo sax di JAMES: note
molto intense e toccanti ideale accompagnamento per una giornata "pensierosa".
Sicuramente un altro punto di forza del disco. Chiude CHI FA L'ARTE E CHI
S'ACCATTA, che ricorda certe cose dei MAGMA (o viceversa ?): brano cantato
con un accompagnamento più deciso da parte della sezione ritmica, che merita
delle lodi per come ha lavorato nell'economia del lavoro. Ottima la parte
centrale con un sax filtrato che sembra dare quasi un carattere cosmico
al suono. Chiusura al limite del free-jazz. In conclusione mi sembra doveroso
rendere un giusto omaggio a questi grandi musicisti, padri ispiratori, oltre
che delle deviazioni jazz di gruppi storici, anche di formazioni partenopee
apparentemente diverse recentemente venute alla ribalta quali i 99 POSSE
e gli ALMAMEGRETTA (che tra l'altro hanno poi collaborato con la rinnovata
band dei NAPOLI CENTRALE). Se volete un consiglio il primo omonimo lavoro
dei Napoli Centrale e questo MATTANZA rappresentano un'indispensabile riferimento
per la musica di qualità.
(Paolo Lacqua) Track List: 1. SIMME IUTE E SIMME VENUTE 2. SOTTO A' SUTTANA 3. SOTTO E 'N COPPA 4. 'O NONNO MIO 5. SANGUE MISTO 6. FORSE STO CAPENNO 7. CHI FA L'ARTE E CHI S'ACCATTA Formazione: JAMES SENESE/VOCE-SAX
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