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The Flower Kings Unfold the future Inside out - 2002 |
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L'eclettico vigore musicale è la virtù che contraddistingue da sempre i Flower Kings ed è uno degli elementi che legittima confronti con i gruppi storici del passato, dando forza ad una critica, spesso preventivamente, distruttiva. Ascoltando "Unfold the future", nuova fatica del gruppo di Stolt e co., emergono chiaramente certi triti passaggi di mellotron intelligentemente rubati ai Genesis, dove la caratteristica avanguardia di Frank Zappa si ricongiunge a precisi cambi tono/tempo decisamente crimsoniani. L'ascolto di brani come "Christianopel" e "Soul vortex" riporta addirittura direttamente alle migliori ritmiche dei Porcupine Tree di Signify. Eppure "Unfold the future" è la testimonianza di una vigorosa vitalità e di una crescita creativa. "The truth will set you free" e "Devil's playground" sono due impressionanti suite di circa mezz'ora: qui ogni strumento trova una precisa collocazione semantica e c'è una sperimentazione sonora dal tatto decisamente professionale. Oltre alle suite, alcuni brani mi hanno particolarmente colpito: "Man overboard" e "Solitary shell" sono, a mio avviso, il risultato di un perfetto equilibrio creativo se si pensa alla complessità nell'adeguare certe liriche alle musicalità progressive. Interessante anche la progressione ritmica di "Genie in a bottle", sicuramente uno tra i brani più riusciti in questo lavoro. La forza di "Unfold the future" è la forza dei migliori Flower Kings: una complessa tenacia compositiva, che spesso porta a delle stupende code progressive; la cura degli arrangiamenti e la scelta dei singoli suoni, in genere, molto elaborati e mai banali. Tra riferimenti rock e apprezzabili elementi jazz, "Unfold the future" è un passo avanti rispetto ai precedenti "Space revolver" e "The Rainmaker" e testimonia una maturità creativa, che conduce i Flower Kings verso un prog più personale e meno "citato". (Manuel Murgano) Track List: CD 1
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