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Triumvirat Spartacus EMI - 1975 |
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Da diversi anni sento parlare dei tedeschi Triumvirat come dei cloni degli ELP e dopo averli finalmente ascoltati la mia opinione è ....che sono un clone degli ELP. La recensione potrebbe essere finita qui ma in realtà sarebbe forse ingiusto risolvere il gruppo in una pedissequa imitazione di un modello "alto"; certo le similitudini sono notevoli, complice soprattutto l'approccio tastieristico di Jurghen Fritz, chiamato da parenti e amici "il Keith Emerson della Bassa Sassonia", a volte francamente si sfiora il plagio, però a differenza del gruppo inglese i Triumvirat non disdegnano a volte un approccio meno epico e virtuosistico, forse più canzonettistico, con la voce del bassista Helmut Kollen non sgradevole anche se un pò troppo in secondo piano nel missaggio. A volte inoltre si avverte chiaramente una certa deriva verso una forma stilistica non dissimile dai coevi e connazionali Eloy. Le esecuzioni non sono disprezzabili e i pezzi, tutti inseribili nella categoria del "già sentito", scorrono comunque via senza fare troppi danni. Non siamo fanatici dell'originalità come valore imprescindibile (conosciamo decine di dischi di originalissima bruttezza) nè consideriamo la derivatività una colpa e siamo dunque tentati di far sfiorare la sufficienza a questo disco comunque molto modesto, che piacerà sicuramente ai fans hard-core degli ELP, ma se lo comprate nascondetelo accuratamente, rischiate la scomunica dagli zelanti Torquemada dell'inquisizione del "progressive come superamento dei confini musicali" (figuriamoci...). Chissà che porcherie vi tocca prendere poi per espiare. Track List: 1. THE CAPITAL OF POWER; 2. THE SCHOOL OF ISTANT PAIN; 3. THE WALLS OF DOOM; 4. THE DEADLY DREAM OF FREEDOM; 5. THE HAZY SHADES OF DOWN; 6. THE BURNING SWORD OF CAPUA; 7. THE SWEETEST SOUND OF LIBERTY; 8. THE MARCH OF ETERNAL CITY; 9. SPARTACUS; 10. THE CAPITAL OF POWER (LIVE); 11. SHOWSTOPPER (prev. unrelease) |
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